TRENTO. La rissa di sabato notte, nella quale è rimasto ferito il «pr» Giancarlo Longo, trascina nella bufera la Galleria Civica e il suo direttore Fabio Cavallucci. Dura la reazione dell'assessore alla cultura Lucia Maestri, che annuncia la fine dell'esperienza del pub all'interno della galleria: «Non è riuscito nel suo obiettivo». E l'assessore scarica il direttore Cavallucci: «Avrebbe dovuto informarmi subito di quanto accaduto, non con una mail il giorno dopo. La mia fiducia è venuta meno». Che i rapporti tra l'assessore Maestri e Cavallucci non fossero dei migliori era cosa nota agli addetti ai lavori. Ma l'episodio di sabato alla Galleria di via Belenzani segna un punto di non ritorno: «Lo dico a titolo personale - ha detto ieri Maestri parlando in conferenza stampa - la mia fiducia nei confronti del direttore è segnata. Nessun significato politico, starà alla nuova Fondazione, che entrerà in attività il 1 gennaio 2009, decidere se confermare o meno Cavallucci, il cui contratto scade a dicembre. Dico però che lui aveva il dovere di informare immediatamente l'assessore su quanto accaduto. Da parte del direttore c'è stata una mancanza di accortezza, io ho ricevuto una sua informazione via mail alle 19.34 di domenica, a più di 18 ore di distanza dai fatti, quando il mio cellulare era sempre acceso». L'assessore si dice «molto rammaricata» per quanto successo sabato notte e soprattutto per le conseguenze subite da Giancarlo Longo, noto commerciante del centro storico, rimasto ferito dalle schegge di una vetrata rotta da un ragazzo ubriaco: «Siamo dispiaciuti», ha detto la Maestri, ricordando che «le attività della Galleria sono coperte da assicurazione». Ma al di là della polemica con Cavallucci, è sull'esperienza del pub alla Galleria Civica che il giudizio dell'assessore è stato netto. Un'esperienza cominciata nell'estate del 2003 e che ha ottenuto risonanza anche a livello nazionale: il pub al museo, che diventa luogo di incontro dove passare insieme le serate estive, come in un qualsiasi bar, ma anche laboratorio per fare teatro, danza, poesia. «Quell'esperimento, che poteva essere innovativo, finirà tassativamente entro il 2 novembre», ha annunciato ieri Lucia Maestri. «Se attraverso il pub si voleva trovare il modo di avvicinare i giovani all'arte contemporanea, evidentemente questo non è risultato il modo più adeguato. La cultura dev'essere un strumento positivo di sviluppo della comunità, non è detto che per interloquire con i giovani si debba farlo necessariamente con il pub». Ora la palla passa alla nuova Fondazione, che dal 1 gennaio porterà avanti l'attività della galleria cittadina d'arte contemporanea: «Spetterà alla Fondazione confermare o modificare le attività», mette in chiaro l'assessore. Accanto al Comune entrano nel nuovo soggetto 8 soci privati (gli imprenditori Loris e Jurgen Todesco, Michele e Daniele Dalfovo, Renzo Colombini, Mauro Giacca, Paola Stelzer e l'associazione amici dell'arte contemporanea), ognuno dei quali verserà 10 mila euro. La fondazione non avrà scopi di lucro, avrà autonomia sul piano gestionale ed artistico, mentre al Comune spetterà un ruolo di indirizzo e controllo. L'investimento di partenza è di 700 mila euro all'anno per tre anni, 420 mila a carico dell'ente pubblico, 280 mila dei privati. Una trasformazione - ha ripetuto più volte l'assessore Maestri - «che darà alla Galleria più spazi di autonomia dalla politica».