Vertice segreto sullopera dellarchitetto genovese contestata dal sindaco. A rischio anche Campidoglio 2 "Intervento fuori contesto". Già spesi 250 milioni E spunta lipotesi di non abbatterle Due casse piene di documenti, planimetrie e disegni hanno preceduto, ieri pomeriggio, larrivo in Campidoglio dei vertici della Alfiere spa, la società proprietaria delle Torri delle Finanze che il sindaco Alemanno è tentato di mantenere in piedi qualora Renzo Piano, autore del progetto alternativo, ribadisse di non volerlo cambiare. È una delle soluzioni emerse nel corso dellincontro riservato sollecitato dal primo cittadino, deciso a non retrocedere di un passo rispetto alle obiezioni già divulgate a mezzo stampa: «Quellopera è fuori contesto, compromette lunità architettonica dellEur», si sono sentiti ripetere lavvocato Vincenzo Cappiello e lingegner Carlo Santi, rispettivamente presidente e ad di Alfiere. Perplessità che i manager hanno tentato di dissipare illustrando al sindaco, per oltre unora, tutti i dettagli della "Casa di Vetro" pensata dallarchitetto genovese. Opponendo persino un garbato diniego alla sua richiesta di modificare limpostazione: un ritocco è sempre possibile perché tutto è migliorabile, hanno sostenuto i due dirigenti in totale sintonia, ma certo non stravolgere limpianto delledificio e luso dei materiali. Intanto perché Piano non ci starebbe. E poi perché la proprietà non ha alcuna intenzione di annullare tutto e ricominciare daccapo, imbarcandosi in una nuova progettazione con relativi oneri, costi e allungamento di tempi. Insomma, è stato fatto capire con serena fermezza, se Alemanno vuole stravolgere il disegno originario, meglio ristrutturare lesistente (finora è stata smontata solo la "pelle" delle Torri, ovvero le pareti esterne) e riportare tutto comera prima. E pazienza se il no allarchitetto italiano più famoso del mondo farà ridere lorbe terraqueo, mandando in fumo i 12 milioni spesi solo per progettare quel gioiello eco-compatibile da 170mila metri cubi con serre e giardini, sofisticatissimi sistemi di risparmio energetico, riciclo delle acque e pannelli fotovoltaici. Certo, lo skyline dellEur un poco ne risentirà: il nuovo complesso, immaginato per "dialogare" con la Nuvola di Fuksas, verrà abbassato di 5 piani rispetto ai 17 attuali, sarà trasparente invece che in cemento armato, e riservato in buona parte ad abitazioni civili anziché esclusivamente a uffici comè stato fino a quando ha ospitato la sede del ministero delle Finanze. Ma questo - hanno spiegato lavvocato Cappiello e lingegner Santi - non potrà che essere un vantaggio perché aiuterà a ridurre il carico urbanistico della zona, già afflitta da grossi problemi di mobilità. «Certo non è male», sè lasciato sfuggire il sindaco alla fine della "lezione". Probabilmente persuaso anche da un altro argomento: i soldi già spesi da Alfiere, partecipata al 50 da Fintecna Immobiliare (che fa capo a Fintecna, interamente controllata dal ministero dellEconomia) e per il restante 50 da una società veicolo costituita da sei grandi costruttori romani (Toti, Ligresti, Caputi, Marchini, Armellini e Di Amato), ammontano a circa 250 milioni di euro. Ma cè anche un altro problema da non sottovalutare. «Se saltano le Torri rischia di saltare anche loperazione Campidoglio 2» lancia lallarme il capogruppo del Pd, Umberto Marroni. «Entrambi rientrano nellaccordo di programma, approvato dalla giunta Veltroni e deliberato in via definitiva dal commissario Morcone, che dà attuazione al protocollo dintesa per una serie di scambi immobiliari tra ministero delle Finanze e Comune di Roma. Tra questi rientra anche la ex manifattura tabacchi, sullOstiense, uno dei 4 edifici destinati al nuovo Campidoglio. Un trasloco progettato dalla giunta precedente per far risparmiare al Comune circa 20 milioni di affitti lanno». Laddio alle Torri innescherebbe, insomma, una sorta di reazione a catena. «Con uno spreco di soldi e di risorse davvero incredibile». SEGUE A PAGINA VI
ROMA - URBANISTICA: Torri dellEur, i costruttori ad Alemanno "Non stravolgeremo lidea di Piano"
Il sindaco di Roma, Alemanno, ha incontrato i vertici della Alfiere spa, la società proprietaria delle Torri delle Finanze, per discutere la possibilità di mantenere l'edificio in piedi. L'architetto Renzo Piano ha espresso le sue riserve sul progetto, affermando che è fuori contesto e compromette l'unità architettonica dell'Eur. I vertici della Alfiere hanno spiegato che non sono disposti a modificare il progetto e che il costo di una nuova progettazione sarebbe troppo alto. Il sindaco ha espresso la sua intenzione di mantenere l'edificio, ma ha anche espresso la possibilità di ristrutturarlo.
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