L'appuntamento è per il 26 marzo, in occasione della XIV rassegna della Settimana della cultura scientifica. Non sarà un d-Day, ma un e-Day, come preferisce chiamarlo Paolo Galluzzi, direttore dell'Istituto e Museo di Storia della Scienza. Perché è la tecnologia il vero artefice che rivoluziona il cuore antico delle collezioni medicee e lorenesi del museo. Un gioco di conoscenze prodotto da applicazioni multimediali all'avanguardia, che moltiplica, amplifica, trasferisce e crea modelli didattici inediti, utilizzando i 5 mila oggetti e strumenti scientifici che costituiscono il patrimonio unico al mondo del museo. Ma ad accogliere i visitatori non ci saranno solo i nuovi 12 progetti realizzati dal Laboratorio multimediale, dove da 20 anni lavorano ormai 30 persone. C'è anche l'inaugurazione del restyling di Palazzo Castellani: nuovi spazi di accoglienza al piano terreno, con guardaroba, bookshop, aree di sosta con vetrine, postazioni con monitor per documentarsi sulla storia delle collezioni del museo e della sua biblioteca, ricca di 120 mila volumi. E infine il restauro dei sotterranei, che ha permesso il recupero di 1.000 metri quadrati, letteralmente strappati alla terra. Spazi completamente svuotati, consolidati, cerchiati in acciaio che regalano all'istituto due nuove sale da adibire ad auditorium (150 posti) o per allestire esposizioni (la prima in programma, è a giugno, dedicata alla rappresentazione dell'universo nell'astronomia storica). E per le scolaresche, c'è anche una sala didattica nuova di zecca, con tanto di animazione guidata sui segreti della prospettiva e sulle scoperte di Galileo. Insomma la tecnologia giganteggia anche qui, nelle sale attrezzate con fibre ottiche e collegamenti satellitari, pronte mandare in onda teleconferenze e contatti oltreoceano, accanto alle radici più antiche della città, a quattro massicci archi del 1080, resti delle fondazioni della prima torre di difesa su cui fu costruito il castello d'Altafronte, oggi Palazzo Castellani e sede del musco dal 1930. Galluzzi illustra la sua sfida, decollata nel 2001 con i fondi di 2 milioni di euro dell'accordo Stato-Regione Toscana e dell'Ente Cassa di Risparmio. «Dal 26 marzo sarà in rete nel nostro sito anche l'archivio con 50 mila immagini, oltre alla versione on line del nostro prodotto più competitivo e assolutamente innovativo spiega il professore Si tratta di un Dvd che contiene il "Catalago multimediale", ossia la raccolta di informazioni sui 1350 oggetti esposti nel museo. Storia e vicende degli strumenti, oltre a sezioni interattive che consentono manipolazioni e approfondimenti, rimandi a 130 schede di contesti e ad un apparato lessicale, visite tridimensionali delle sale, osservazione di vetrine e oggetti, costruzione di itinerari a tema, per strumento o soggetti». Un Dvd con un museo flessibile a misura di utente, che dal 26 marzo sarà anche in vendita, o sperimentabile tramite un micro-computer appeso al collo del visitatore, ma solo in due sale. Già, perché la prossima rivoluzione dell'istituto arriverà nel 2005. Quando tutte le sale dei due piani del museo saranno riallestite, cablate e attrezzate grazie ad un investimento di 5 milioni di euro. «Allora sarà davvero il visitatore a governare la sua visita, con l'uso di un sistema che non esiste in nessun museo del mondo nota il direttore messo a punto in dieci anni di lavoro dall'equipe del nostro laboratorio». Il microcomputer «Whyre» è la versione avanzata di una normale audioguida: preleva informazioni via infrarossi o radio davanti alle vetrine e permette di interagire con la visita premendo sei tasti.