IL DIBATTITO Minoranze scettiche sul futuro dell'edificio Un museo o la biblioteca civica nell'ex chiesa della Trasfigurazione? Sull'ipotesi iniziale (un museo, appunto) e sull'idea avanzata ora dal sindaco Tiziana Sala, l'unico a sbilanciarsi un po' il consigliere comunale di Alleanza nazionale Wolfango Masocco. Il quale, nella passata amministrazione era stato per un certo periodo assessore alle grandi opere quindi anche al recupero di Sant'Ambrogio. Ricorda, Masocco, che all'epoca si parlava di un museo innovativo, considerati anche gli spazi che non avrebbero consentito grandi esposizioni. E quindi si ipotizzava un museo informatizzato, con postazioni dotate di computer e altra tecnologia. Sull'idea di biblioteca, si limita a prendere atto: «Sant'Ambrogio è sempre stato un pallino del sindaco. Immagino quindi che, parlando di biblioteca, ne abbia già verificato la fattibilità. Dal punto di vista degli spazi e delle norme di sicurezza». Per il resto, nei gruppi di minoranza non si entra nemmeno nel merito. C'è chi non usa mezzi termini. Il capogruppo di "Lavori in corso", Claudio Bizzozero, per esempio. Si dice scandalizzato e chiede, non senza una punta di ironia: «Ma i lavori sono finiti? E' un'opera finita come il palababele. E' una situazione che si trascina dal primo mandato leghista. Ma ti sembra un'opera finita? Se facessi dei lavori a casa mia e mi dicessero che i lavori sono finiti così, non la pagherei certo la fattura, Anzi, rincorrerei l'architetto». Non si mette nemmeno a ragionare sul futuro: «Per me quella struttura così com'è è uno schifo. Come me, credo la pensino molti canturini. El par un zocul e una sciavata, una zoccola e una ciabatta. Come si usa dire: calzature spaiate a indicare qualcosa di mal assortito. Come appunto sarebbe - secondo Bizzozero - la chiesa della Trasfigurazione oggi. Senza cedere al fascino di quell'incontro ardito tra antico e moderno. Da parte sua, il capogruppo del Partito democratico Vittorio Spinelli, dice che qualcosa non funziona in questo discutere sul futuro di Sant'Ambrogio: «Si mette mano a un certo tipo di progetti e poi stiamo lì a guardare e a chiederci che fare. Tenendo presente, inoltre, che i finanziamenti regionali erano arrivati per realizzare un museo. Non credo che adesso si possa cambiare destinazione senza alcun problema». L'esponente democratico, inoltre, lamenta lo scarso coinvolgimento degli altri consiglieri comunali: «Fino a oggi - dice - nessun consigliere è andato a vedere com'è la chiesa al suo interno. Quel che sappiamo, l'abbiamo visto dalle fotografie sul giornale». Detto questo, Spinelli aggiunge che è rischioso, oggi, lanciare qualsiasi idea sul "contenuto" dell'edificio nel quale il lavoro di restauro ha voluto mantenere la struttura così come è andata modificandosi nel corso degli anni, conservando gli stessi edifici che erano stati costruiti all'interno: vecchie casette che rendono delicato qualsiasi intervento. «Oggi - continua Spinelli - occorre capire bene lo stato dell'arte. Fare il punto sulla situazione. Per capire se è possibile stravolgere tutte le idee iniziali, appunto quelle di un museo. E capire anche se siamo autorizzati a farlo». Il dubbio, appunto, è che essendo i finanziamenti regionali indirizzati alla realizzazione di un museo, vis sia il rischio - nel caso si facesse altro - che quei soldi vadano restituiti al Pirellone. A domanda precisa, il sindaco Tiziana Sala - nei giorni scorsi - replicava che non ci dovrebbero essere problemi, perché anche se in Sant'Ambrogio trovasse posto la biblioteca, la struttura potrebbe comunque ospitare esposizioni e avere quindi una parte museale in quello che diventerebbe un centro culturale a tutti gli effetti per la città, un centro culturale nel quale organizzare diverse attività. Ma Spinelli non è convinto: «La verità è che non si sa cosa fare».