La soprintendente: inaccettabile quel reticolo di tubi. Ma il Questore: deve restare Il cardinale ha chiesto che per la messa gli studenti non vengano bloccati Mons. Vecchi: così cè la sensazione di una chiesa separata dalla città e dai fedeli SAN PETRONIO in gabbia non piace proprio a nessuno. Non piace alla Curia, che non si stanca di chiedere al Prefetto quando potranno essere rimosse le transenne che dovrebbero impedire un attacco del terrorismo islamico dopo il complotto della cellula salafita che, anni fa, progettava di colpire la basilica per via dellaffresco di Giovanni da Modena che raffigura Maometto agli inferi: pochi giorni fa, in vista della messa per gli studenti dellAlma Mater, oggi pomeriggio, il cardinal Caffarra ha fatto contattare il prefetto perché non si ripetano gli intoppi dellanno passato, quando centinaia di ragazzi con lo zainetto furono bloccati allingresso dalla Digos. Non piace, quella gabbia, alla Soprintendente regionale per i Beni architettonici Carla Di Francesco, che la giudica «poco consona al luogo» e dice subito che se dovesse restare lì ancora «sarà necessario convocare Curia, Comune, Prefettura, e Basilica per riprogettarla con regole nuove. Se permangono i rischi, se ne prenda atto e si metta mano ad un progetto. Quel reticolo di tubi è inaccettabile». Ma il questore Merolla gela tutti: «Non ci sono segnali rassicuranti, a livello internazionale e non solo. Ricordo le inchieste della Digos, anche a Bologna, su gruppi di fiancheggiatori del terrorismo islamico. Ricordo poi che il dispositivo di sicurezza è stato attenuato nel tempo. Meno di così, però, al momento non si può fare. E mi spiace per la Curia, che di questa situazione è una vittima». Il dibattito sulla cancellata che circonda la chiesa più amata dai bolognesi si riaccende dopo lintervento sulle pagine del nostro giornale dellarchitetto Piero DallOcca, che oltre a "bollare" la gabbia la giudica fonte di degrado. «Assolutamente daccordo - attacca il vescovo vicario Ernesto Vecchi - Così si ha la sensazione di una chiesa separata dalla città e dai fedeli. Per non parlare delle orribili transenne collocate sul lato del Pavaglione, dove la sporcizia si accumula. Se non è degrado questo... Allora, piuttosto, si rimetta mano al progetto della cancellata "a scomparsa", un po come quella dellAltare della Patria a Roma. Noi non ci opporremo di certo». Ma intellettuali, urbanisti e architetti non ci stanno. «Fu unidea nata in seno alla Curia - ricorda Giovanni Salizzoni - ma pur facendo parte della commissione darte sacra, non ne ho più sentito parlare. Ma non mi piace lidea delle "spade che sorgono dal terreno" per difendere i fedeli. Sarebbe una sconfitta». Contrario, contrarissimo, lo storico dellarte Eugenio Riccomini. «Quella che cè adesso non serve a niente e nega una tradizione secolare, quella dei bolognesi seduti a prendere il fresco attorno alla loro chiesa. Una cancellata a scomparsa? Se ne parlò anche ventanni fa, quando fu sostituita la scalinata. Sarebbe comunque un ostacolo, un messaggio come a dire "ho paura"». Il cancello a scomparsa, fra laltro, porrebbe problemi non indifferenti in fase di progettazione. «Bisognerebbe sondare il terreno, servirebbe uno scavo preliminare da fare con grande cautela», ammonisce Di Francesco. Ma sulla proposta di ridisegnare le transenne attuali, la responsabile dei Lavori pubblici del Comune Rafela Bruni lancia un segnale dapertura: «ci presentino un progetto, lo valuteremo».
BOLOGNA - "Togliete la gabbia a San Petronio"
Il cardinale Caffarra ha chiesto al prefetto di non ripetere gli intoppi dell'anno passato, quando i ragazzi con lo zainetto furono bloccati all'ingresso della basilica di San Petronio. La soprintendente Carla Di Francesco giudica inaccettabile il reticolo di tubi che circonda la chiesa e ha richiesto un progetto per ridisegnarlo. Il questore Merolla ha affermato che non ci sono segnali rassicuranti e che il dispositivo di sicurezza è stato attenuato nel tempo. L'architetto Piero DallOcca ha criticato la gabbia e ha proposto un progetto di cancellata a scomparsa.
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