Non dice nulla la Soprintendenza ai beni architettonici dinanzi alla villetta dentro le mura del castello di Rezzonico? Il soprintendente, Alberto Artioli: «Se ci fosse un vincolo monumentale sulla struttura, non sarebbe consentito alcun intervento edilizio, né a ridosso della fortezza, né al confine delle mura di cinta. In sua assenza valgono i vincoli urbanistici ed è possibile che dentro una stessa area vi siano differenti zone». Il castello, in effetti, non compare nell'elenco dei 195 monumenti e aree monumentali lombarde del sito internet Cultura Italia, del ministero per i beni e le attività culturali, dove compare invece il castellacelo, resto di torre situato all'ingresso della frazione. Anche per una fortezza trecentesca, insomma, non è affatto automatico l'inserimento tra i beni monumentali da tutelare, che presuppone dei requisiti e una procedura amministrativa ben precisa. Nel caso specifico, i vincoli sul castello rimangono quelli assicurati dalla zona vpt (verde pubblico tutelato) del Comune. A Rezzonico il lago ferito diventa addirittura il castello ferito. Dentro le mura della fortezza trecentesca che domina dall'alto il vecchio borgo dei pescatori, costruita dalla nobile famiglia Della Torre, è in fase di realizzazione un immobile che, stando alle segnalazioni dell'associazione «La cruna del lago», presenterebbe più di un'anomalia. In base alla documentazione presentata in municipio dal privato proprietario, l'edificio preesistente era «già adibito in parte a residenza»: da qui la richiesta di una sua ristrutturazione. In realtà, secondo le testimonianze raccolte dall'associazione ambientalista della Tremezzina, sul posto sorgeva un semplice rustico mai utilizzato a scopo abitativo. Il nuovo immobile è sorto dopo che è stato demolito il precedente con un aumento di volumetria del 15 . I privati proprietari, sfruttando la legge Tognoli, hanno ottenuto anche il permesso di realizzare un box, che a quanto pare, però, finirà per diventare un salotto. «La cruna del lago» segnala infatti che, rispetto al progetto presentato, è stato spostato sul lato opposto, verso lago, in posizione illogica per la sua funzione; il suo accesso, inoltre, sarebbe una porta finestra per nulla adatta al passaggio di veicoli. Viene infine sottolineato che il Comune, nonostante l'immediata vicinanza di un castello trecentesco, ha consentito di intonacare l'immobile di giallo senza imporre almeno un rivestimento in pietra. La concessione comunale risale al novembre 2007, quando era ancora in carica la precedente amministrazione: «II castello si trova in area vpt (verde pubblico vincolato), mentre l'immobile addossato alle mura di cinta è in zona A di centro storico - spiega l'attuale sindaco, Michela Maldini -. Già l'edificio preesistente era situato su due piani e la sua ristrutturazione a fini abitativi è consentita a prescindere dal suo precedente utilizzo. Per quanto riguarda il box, al momento della consegna di fine lavori il tecnico effettuerà un sopralluogo per la concessione dell'agibilità e, se ravviserà difformità rispetto al progetto in carta, verranno presi opportuni provvedimenti. L'intonaco giallo - aggiunge il primo cittadino - non è effettivamente la soluzione più idonea, ma poiché l'immobile preesistente aveva pareti in cemento, il privato ha il diritto di non rivestire in pietra il nuovo edificio».