Tre ville romane, già messe in sicurezza, che tra un mese saranno inserite nel circuito riservato ai visitatori del parco. Centodieci i giorni di commissariamento del sito. Era il ventitré luglio quando Bondi presentò al consiglio dei ministri il dossier sullo stato di abbandono dell'area archeologica di Pompei. Quarantotto ore dopo il nome di Renato Profili veniva indicato come commissario straordinario per l'emergenza. A più di tre mesi di distanza la situazione "è radicalmente cambiata". "L'operato di Profili si è rivelato strategico ed importante. Abbiamo restituito al sito pompeiano un assetto amministrativo ed organizzativo che prima vacillava. Sul fronte della sicurezza molti sono stati i passi fatti in avanti, ora tocca al rilancio promozionale", così Silvio Berlusconi durante il consiglio dei ministri dello scorso 10 ottobre. Un intervento lungo, quello del premier, che più volte ha mostrato attenzione verso l'economia turistica della Campania. Le ville del Miglio d'Oro, l'antica città di mare, le rovine di Oplonti, Pompei fino alle residenze romane di Varano, un patrimonio già elogiato dall'Unesco che "questo governo saprà valorizzare e trasformare in un volano di produttività e occupazione", disse. Il presidente dei Consiglio ribadì, "che in Italia insiste il 72 del patrimonio storico-culturale del mondo, su Pompei abbiamo le idee chiare. Il ministro Bondi ha conferito sullo stato dell'arte e sulle iniziative da prendere riguardo la realizzazione del circuito unico con altri siti di interesse archeologico. Basti pensare all'area stabiese". La costa vesuviana è già proiettata - nei piani del governo - verso una nuova vita economica. "Siamo un paese di cultura", ribadì nel corso della riunione il ministro Bondi, "un paese manifatturiero" aggiunse il premier. Martedì molti degli interrogativi avanzati da amministratori e studiosi sul futuro del parco archeologico di Pompei potranno finalmente trovare risposte nella visita che il premier effettuerà nell'area degli Scavi. In tanti si aspettano un messaggio chiaro e concreto da parte del Governo in merito alle azioni da intraprendere per il rilancio definito della costa vesuviana, per un turismo che non sia solo limitato alle escursioni giornaliere.