Sempre «calda» e in divenire la situazione urbanistica in città. Mentre proprio oggi la giunta comunale dovrebbe decidere in merito alla destinazione congressistico-museale di Palazzo Carciotti, l'assessore ai Lavori pubblici Bandelli interviene in merito alla querelle dei giorni scorsi sulla destinazione di varie statue e arredi urbani. «Non c'è nessun valzer di statue e neppure nessuna polemica tra assessori in merito alla collocazione dei monumenti a Trieste», assicura, aggiungendo che esiste invece «l'impegno concorde dell'amministrazione comunale per valorizzare nel miglior modo possibile la memoria storica della nostra città». «In più occasioni -spiega Bandelli- sono stato tacciato per 'austriacante', cosa che non sono assolutamente, solo per aver previsto lo spostamento della statua di Massimiliano in piazza Venezia, sua collocazione storica d'origine. Mentre ho solo ipotizzato l'idea di collocare la statua di Oberdan nell'omonima piazza, il tutto nell'ambito di un eventuale possibile ampliamento del parcheggio di foro Ulpiano, da realizzarsi con un progetto di project financing. Inoltre continua non ho mai pensato di sacrificare il monumento del "Cantico dei Cantici di Mascherini". «Se del resto il collega Massimo Greco pensa che lasciare il monumento di Oberdan nel sacrario, sul punto esatto dove fu ucciso, credo che anche questa sia un suo parere autorevole e da rispettare, in sintonia con la storia e la cultura della città, anche se personalmente, questa resta la mia idea, preferirei dare più rilievo a chi s'immolo per l'italianità di Trieste». Sottolineature anche sulla statua di Giuseppe Verdi, che da piazza San Giovanni potrebbe essere ricollocata nella stessa piazza Verdi, all'ingresso del Teatro Lirico. «Ho solo rilevato spiega Bandelli che quella è la richiesta dal sovrintendente Zanfagnin, un' ipotesi legittima sulla quale però non c'è stata alcuna scelta in merito, né tanto meno è ipotizzata una soluzione per il futuro». «Preciso infine che, per ciò che riguarda le statue del vescovo mons. Antonio Santin e di Norma Cossetto, personalmente non ho mai espresso pareri in merito, proprio per il profondo rispetto che nutro verso queste storiche figure legate alla storia e ai drammi delle nostre terre, mentre dice ancora Bandelli - la statua di Aristide Brovedani in Campo San Giacomo risulta, come noto, una scelta già adottata dalla giunta municipale». Di qui la negazione di «voler maldestramente riscrivere la storia della città», semmai l'impegno, conclude l'assessore «di migliorare la vivibità e l'aspetto della nostra città».
TRIESTE - Bandelli: nessuna polemica sulle statue
La giunta comunale di Trieste dovrebbe decidere sulla destinazione congressistico-museale di Palazzo Carciotti. In questo contesto, l'assessore ai Lavori pubblici Bandelli ha interrotto la querelle sui monumenti urbani. Ha affermato di non voler sacrificare alcun monumento, come il "Cantico dei Cantici di Mascherini" o la statua di Oberdan, e ha ipotizzato l'eventuale collocazione della statua di Giuseppe Verdi nella piazza Verdi. Bandelli ha anche confermato che la statua di Aristide Brovedani in Campo San Giacomo è stata scelta dalla giunta municipale. Ha negato di voler "riscrivere la storia della città" e ha sottolineato l'impegno per valorizzare la memoria storica di Trieste.
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