CHIETI. Dopo le volte in legno lamellare poste a tutela dei preziosi mosaici delle terme romane, arriva la copertura transitoria dei reperti di piazza Barbella, utile a limitare gli effetti invasivi delle intemperie sulle importanti vestigia, nell'attesa dei lavori per la realizzazione del tunnel sotterraneo pedonale che collegherà il terminal bus di via Gran Sasso con il centro storico. Duemilacinquecento anni di storia condensati in uno spaccato di duecento metri quadrati sui quali, per tutta l'estate, si sono concentrate le ricognizioni scientifiche della soprintendenza archeologica dell'Abruzzo. I tre strati della città antica, marrucino (IV secolo a.C.), repubblicano (II a.C.) ed imperiale (I d.C.), sono ormai l'argomento del giorno tra gli addetti ai lavori i quali stanno rivedendo la sintesi delle conoscenze sullo sviluppo di Teate nelle fasi che ne hanno caratterizzato l'urbanizzazione. Ma cresce anche la curiosità tra i cittadini e i turisti. «Nostra figlia», dicono due coniugi di Ari, «studia conservazione dei beni culturali, questa realtà costituirebbe una palestra naturale per i giovani che vogliono intraprendere indirizzi di studio così specialistici». «Veniamo dalla Calabria», così due fidanzati in visita all'università e alla scoperta degli angoli più caratteristici della città, «Chieti è una città poco conosciuta ma bella e ricca di tradizioni, questi reperti testimoniano che investire in cultura si può». Dunque si allargano i consensi per il progetto dell'assessore Luigi Febo , un vero e proprio laboratorio di come sia possibile "sfruttare" l'occasione di lavori pubblici (il tunnel) per creare percorsi archeologici che spieghino a residenti e non le origini del territorio teatino. «Probabilmente», dice Febo, «ci sarà un piccolo slittamento nell'inizio lavori previsto per novembre, tuttavia a breve si definirà la gara di appalto (2,5 milioni di euro, ndc) e saranno messi a punto i dettagli sull'impatto archeologico e ambientale dell'opera». Impatto che, per la verità, ha visto mobilitarsi, nei mesi scorsi, anche un piccolo fronte del "no", cui hanno aderito alcuni commercianti e residenti perplessi sulle caratteristiche tecniche del progetto e sugli aspetti legati alla sicurezza. L'amministrazione comunale fa sapere di essere disposta ad ascoltare tutti ma il tunnel si farà. Due ascensori lo collegheranno con piazza Barbella e i reperti ora protetti da una tettoia saranno visibili dalla quota di meno 5 metri dal livello di calpestio. Sulla piazza, inoltre, è prevista l'apertura di due "finestre", la prima sul poderoso muro romano di epoca imperiale a margine degli attuali bagni pubblici e sulle porzioni murarie di domus marrucine, la seconda sulla cisterna rinascimentale che interseca i reperti alla confluenza con via Marco Vezio Marcello. Ancora in dubbio, invece, la sorte dello stupendo muro in opus reticulatum, con paraste e ricorsi in mattoni, longitudinale a palazzo Durini, rinvenuto nel corso dei sondaggi nella piazza e ora reinterrato. Perderne la memoria sarebbe un imperdonabile autogol. Bisogna trovare il modo di farlo vedere.
CHIETI - Copertura in metallo per i reperti
A Chieti, in Abruzzo, si stanno eseguendo lavori per la realizzazione di un tunnel pedonale che collegherà il terminal bus di via Gran Sasso con il centro storico. Durante i lavori, sono stati messi a tutela i reperti archeologici di piazza Barbella, tra cui i mosaici delle terme romane. I reperti sono stati esaminati dai ricercatori della soprintendenza archeologica dell'Abruzzo e sono stati riconosciuti tre strati della città antica: marrucino, repubblicano e imperiale. I lavori sono stati accolti con entusiasmo dai cittadini e dai turisti, che vedono l'opportunità di scoprire la storia della città.
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