SASSARI.Il Puc sinora ha camminato svelto. Una valanga di sedute in commissione, poi il 10 luglio l'approvazione in consiglio. Ora che è scaduto anche il tempo delle osservazioni, resta un vuoto fondamentale da colmare. Servono norme certe, che tutelino il piano e gli facciano da scudo nel caso di contenziosi. Il nervo scoperto sono le novità firmate Gabrielli, come la perequazione compensativa. Il sindaco Ganau fa un appello al consiglio regionale, chiede di superare le divergenze e approvare subito la legge urbanistica. A Cagliari la bufera sembra passata. Alcuni giorni fa il centrosinistra si era spaccato su questo tema: iniziare la discussione in aula o riportare la legge in commissione? Alla fine si è scelta la prima soluzione: dopo il disastro provocato dall'alluvione a Capoterra, il consiglio regionale si è reso conto di quanto siano urgenti regole severe che preservino la natura dagli scempi urbanistici. Dunque la legge sbarcherà in aula e la discussione riprenderà questa mattina. A preoccupare, ora, sono le divergenze all'interno della maggioranza su diversi aspetti dello strumento normativo, che rischiano di allungare notevolmente l'iter. Il sindaco di Sassari Gianfranco Ganau, che da subito si è schierato a favore dell'approvazione della legge in aula, è allarmato per le ripercussioni sul piano urbanistico comunale. Il Puc coordinato dall'architetto genovese Bruno Gabrielli ha anticipato i tempi. Gli assi portanti intorno ai quali ruotano zonizzazioni e volumetrie sono una novità assoluta. La perequazione compensativa, il principio che livella la proprietà privata, non si trova in alcun manuale di urbanistica o piano regolatore. Quando c'è, è applicato in maniera differente rispetto a quella ipotizzata a Sassari. Qui si prevede lo spostamento virtuale di volumetrie che atterrano dove possono trasformarsi in case, palazzi, servizi. Terreni molto distanti acquistano lo stesso valore, a prescindere dalla possibilità di riempirli di cemento o di piantarci i fiori. L'idea della democrazia all'interno del concetto di proprietà, diversi mesi fa era stata accolta con entusiasmo dalla Regione. Che aveva assicurato un posto di primo piano per la perequazione all'interno della legge urbanistica. Nell'attesa, le critiche nella commissione Puc non sono mancate. L'opposizione ha richiesto pareri legali ed esibito sentenze del Consiglio del Stato per dimostrare che lo strumento normativo si porterà dietro una valanga di ricorsi. Dubbi fortissimi anche sulle novità per l'agro: nelle zone C2 il Puc prevede una piccola cubatura aggiuntura per i consorziati che di tasca propria costruiscano depuratori e strade. La minoranza dice che l'agro non può essere classificato come zona C. I tecnici spiegano che la definizione è stata introdotta dal Ppr per risanare aree nelle quali si è abusato del concetto di zona agricola. Il Ppr, così come il decreto salvacoste, «rappresentano però norme a carattere transitorio e di salvaguardia dice il sindaco Gianfranco Ganau e non rispondono alle esigenze di una completa programmazione territoriale». Ecco perchè serve la legge urbanistica, l'unico cuscino sul quale il Puc può dormire sonni tranquilli.