Vincenzo Pepe insegna Diritto dell'ambiente e Diritto pubblico comparato presso la Seconda Università degli Studi di Napoli Jean Monnet. Da anni è impegnato in iniziative volte alla formazione in campo ambientale. Proprio a Pepe si deve infatti l'istituzione del primo corso in Politica e Legislazione Ambientale attivato oltre 13 anni fa presso l'Università di Salerno. Numerosi sono i testi ed i saggi pubblicati sulla tematica ambientale. Una vita spesa per la tutela della biodiversità e per promuovere quel concetto di sviluppo sostenibile, che grazie anche all'impegno profuso da Pepe, ha trovato spazio nei trattati dell'Unione Europea e successivamente una giusta collocazione normativa anche nel nostro Paese. Da anni ha intrapreso una defatigante attività per la salvaguardia dell'ambiente, ma anche per la promozione della cultura e del pensiero vichiano. La prima passione e gli studi giovanili, come anche gli approfondimenti in età più matura, sono infatti dedicati a Giambattista Vico, autore de la Scienza nuova (nel titolo originale Principi d'una scienza nuova intorno alla natura delle nazioni, per i quali si ritruovano altri princìpi del diritto naturale delle genti). Professore, il suo impegno per l'ambiente è senza tregua, da dove inizia questa passione? Il primo amore è stato lo studio della filosofia. L'incontro con Giambattista Vico e l'originalità del suo pensiero, rivalutato poi da Benedetto Croce, hanno pesato sulle mie riflessioni giovanili. Il concetto vichiano di verità come risultato del fare (verum ipsum factum), è stato la molla che ha dato la spinta propulsiva per la nascita di Fareambiente. Il punto di partenza è stato proprio Vico. L'intento di Vico è di mettere in relazione il mondo ideale e quello reale. E' così che Lei concepisce la tutela dell'ambiente? Punto di partenza della filosofia di Vico è la questione della verità. Non la verità, ma solo il verosimile, secondo Vico, è accessibile alla conoscenza umana. Vico afferma che "Verum et factum reciprocantur seu convertuntur", cioè il vero e il fatto si convertono l'uno nell'altro e coincidono. Così è in natura, l'azione creatrice dell'uomo deve essere protettiva ma deve allo stesso tempo garantire la fruizione del bene ambientale da parte dell'uomo. Cosa rappresenta Fareambiente? Fareambiente va a collocarsi, nell'attuale contesto ambientalista, come nuovo strumento di salvaguardia delle risorse ambientali, obiettivo questo che può essere conseguito attraverso lo sviluppo ordinato delle potenzialità territoriali in un contesto di armonia di rapporti con la natura. Il principio di democrazia e di liberismo solidaristico che affermano, attraverso lo sviluppo di uno Stato sussidiario, la necessità di orientare le nuove tecnologie e lo sfruttamento delle risorse naturali verso valutazioni compatibili con lo sviluppo sostenibile, sono le fondamenta del movimento. Molte delle nostre scelte, riguardanti la politica o i comportamenti umani, possono avere ricadute impattanti sull'ambiente. Il concetto di sostenibilità deve entrare a far parte dei nostri costumi, deve diventare un modus vivendi. Dobbiamo tener sempre presente che lo sviluppo economico e sociale deve sempre considerare in primis il concetto di tutela dell'ambiente; il nostro obiettivo è promuovere uno stile di vita eco-sostenibile. Il movimento ha una struttura federale con coordinamenti regionali e laboratori verdi. Da qui traspare l'implementazione del concetto di sviluppo sostenibile. L'affermazione del principio di sussidiarietà presume una forte responsabilizzazione delle istituzioni locali, nonché la vitale partecipazione delle aggregazioni sociali per la cura e la protezione di questo enorme e straordinario valore, appartenente all'umanità, che è l'ambiente. E' così che con gli amici di Fareambiente abbiamo pensato di organizzare il movimento. Nel suo ultimo libro fa riferimento all'etica ambientale. Vuol chiarire meglio ai lettori il significato di questo concetto? La consapevolezza di dover consegnare alle generazioni future un patrimonio ambientale integro e che l'ambiente è un valore deteriorabile per cui va tutelato, difeso e sfruttato con rispetto, che è necessario diffondere una coscienza morale e civile edificata sull'etica ambientale. Torniamo a Vico. Lei ha voluto dedicare una Fondazione al filosofo napoletano, qual è lo scopo di questa impresa? La Fondazione Giambattista Vico con le sue attività culturali, con i suoi musei di Vatolla, Paestum-Capaccio, Torraca, ed ultimamente anche a Napoli nelle chiese attigue di San Gennaro all'Olmo e San Biagio Maggiore (dove prese il battesimo Giambattista Vico), con i laboratori di ricerca scientifica, i corsi di formazione, i convegni, le mostre e le pubblicazioni rappresenta una insostituibile e nodale presenza per la crescita civile e culturale della Regione Campania e del Mezzogiorno. Fondata nel 1995, la Fondazione nei suoi tredici anni di vita si è avvalsa della collaborazione di numerosissimi ed autorevoli studiosi italiani e stranieri, per cui è vasto e diffuso l'apprezzamento e il riconoscimento delle attività che promuove non solo in Italia ma anche in Europa. Negli ultimi anni ai riconoscimenti di grandi istituzioni accademiche ed internazionali si sono aggiunti i consensi espressi dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dal Parlamento italiano, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Premio Nobel Rita Levi Montalcini e dalla signora Danielle Mitterand, Presidente della Fondazione France Libertés. Le ricerche promosse dalla Fondazione Giambattista Vico hanno prodotto fondamentali opere per la cultura europea, soprattutto, in Diritto e politiche ambientali e dei beni culturali. Alle ricerche hanno partecipato i maggiori studiosi europei creando una fittissima rete di attività di ricerca con le principali istituzioni accademiche europee e che tale intreccio vivente di rapporti culturali costituisce un immenso patrimonio della coscienza europea. E' merito della Fondazione Giambattista Vico aver promosso il Consorzio Universitario Cilento Vallo di Diano e di aver organizzato con la Seconda Università degli Studi di Napoli, Master di Secondo livello e un Corso di Laurea in Scienze politiche con indirizzo " Cooperazione internazionale per l'energia e l'ambiente".