Anzi proprio pensando alla sua storia si potrebbero proporre dei pannelli fissi sui quali raccontare, in varie lingue, le vicende che hanno visto protagonisti la piazza e i suoi palazzi. E quasi inspiegabile come lamministrazione pubblica abbia tollerato per così tanto tempo un segno di tale incuria nella sua piazza principale. E anche se non facilita il compito il fatto che sono molti gli enti coinvolti, la Questura, la Curia, la Soprintendenza oltre che il Comune, questultimo ha il dovere di riunirli tutti attorno a un tavolo e di trovare una soluzione che li veda tutti concordi. Un altro segno di incuria è il proliferare nelle piazze e nelle strade cittadine di manufatti in plastica appartenenti a vari enti quali Enel, Telecom, Fastweb e altri. Sono centraline tecniche, certamente necessarie, ma non necessariamente così brutte, sporche e diverse una dallaltra. Credo si possa, e si debba, concertare un disegno unitario e obbligare quegli enti a una loro manutenzione accurata in maniera che cessino di essere esempio e stimolo per una incuria generalizzata. Prendendosi cura della cosa pubblica in tutti i suoi aspetti lamministrazione comunale suggerisce un atteggiamento che può essere imitato e riproposto continuamente, forse fino al punto da riuscire a sconfiggere la mania di imbrattare di scritte i muri nelle strade. Sono iniziative come queste, non eclatanti ma tempestive e continue, che trasmettono la volontà di prendersi cura della città. Sarebbe bella cosa se lattuale giunta, che ha iniziato il suo mandato demolendo unopera di architettura contemporanea ritenuta incongrua - per quanto "Le Gocce" potevano non piacere, erano comunque il risultato di un progetto pensato e curato fino nei particolari - lo concludesse restituendo ai gradini del sagrato di San Petronio la possibilità di essere usati come tutte le scalinate del mondo.