Cofferati: la situazione è drammatica. Bondi: vertice a Roma Il teatro sullorlo del collasso finanziario. Arriveranno 2,5 milioni in meno Teatro Comunale sullorlo del commissariamento e del collasso finanziario. La crisi dellente lirico bolognese è gravissima. Ieri il consiglio di amministrazione ha annunciato limmediata «soppressione» dellopera "A midsummer nights dream" di Britten prevista per febbraio e de "Le Nozze di Figaro" di Mozart che doveva chiudere il cartellone in giugno. Una soluzione drastica che tuttavia non risolverà i problemi. Per il sovrintendente Marco Tutino è necessario vendere il teatro Manzoni e ricorrere ad altri interventi demergenza perché la riduzione del fondo unico per lo spettacolo provocherà un ammanco di 2,5 milioni. Un buco che si aggiungerà al già pesante indebitamento. Il capitale della Fondazione è ormai esaurito ed necessario ricapitalizzare il patrimonio per evitare guai maggiori. Dellallarme Comunale hanno parlato ieri sia il sindaco Sergio Cofferati che il ministro dei beni culturali Sandro Bondi a margine di un incontro sul ruolo dei partiti di massa al cinema Lumiere. «Gli enti lirici si trovano in una fase drammatica», ha detto senza mezzi termini Cofferati. Per il sindaco «il Comunale, come molte altri teatri lirici italiani, attraversa una crisi strutturale». Il ministro promette un vertice al più presto per affrontare lemergenza. «Ne ho parlato anche con Cofferati - rivela Bondi - ci saranno i sindaci e i sovrintendenti di tutte le città interessate. In quelloccasione discuteremo di tutto con la volontà e lobiettivo di raggiungere una soluzione condivisa da tutti». Il ministro però non dice se il taglio del governo al fondo dello spettacolo verrà rivisto. E Cofferati è scettico sulla possibilità che il vertice possa risolvere problemi che sono strutturali. Ai cronisti che chiedono se sia fiducioso il sindaco risponde che «la situazione è difficilissima: per gli enti lirici non è più possibile andare avanti, come si è fatto fino ad oggi, per aggiustamenti successivi». Al contrario, per Cofferati, la drammaticità della situazione richiede «una soluzione definitiva perché i teatri italiani, in particolare quelli lirici, hanno in sé tantissime contraddizioni». Le fondazioni istituite per legge nel decennio scorso, sostiene il sindaco che è anche presidente del consiglio di amministrazione del Comunale, «non sono state in grado di attirare investimenti né hanno stimolato una vera presenza dei privati». Cè «una divaricazione crescente» sottolinea Cofferati tra i fondi a disposizione che sono sempre più ridotti e le spese crescenti: «anche un teatro virtuoso come quello di Bologna ha costi fissi molto alti e alla lunga insostenibili». Talmente insostenibili che per farvi fronte sarà necessario ricapitalizzare il patrimonio della fondazione attraverso il conferimento del teatro Manzoni, del deposito Roveri e di unarea edificabile che verranno conferiti entro lanno. Unoperazione da 20 milioni di euro, secondo le stime del sovrintendente. Beni che verranno venduti per ripianare parte del debito. Come dire che, ridotte le spese fino allosso e tagliato il cartellone ora si pensa alla vendita dei gioielli di famiglia per evitare il collasso finanziario. Ieri sera in campo sono scesi anche i sindacati non solo per difendere loccupazione, ma per annunciare iniziative contro «la politica sconsiderata dei tagli che rischia di tagliare alla radice ogni forma di cultura dai teatri, ai musei, alla scuola».