Dopo il parere negativo della Forestale Dopo il parere negativo del Corpo Forestale dello Stato è arrivato anche il "no" della Soprintendenza ai Beni Archelogici d'Abruzzo in merito alla realizzazione della grande cava (un'area di 17 ettari) che la società Lafarge intende aprire in località Case Pente. La Soprintendenza ritiene: «Quanto mai inopportuna l'apertura di una cava nella zona in oggetto perchè l'area è interessata dalla presenza di strutture, reperti e stratificazioni di interesse archeologico, come sepolture di epoca italica e romana nonchè un insediamento della stessa età con frequentazione longobarda fino all'Alto Medioevo». Una zona ritenuta altamente storica dalla Soprintendenza che ricorda anche la presenza nell'area della chiesetta rupestre di S. Angelo in Vetulis e il ritrovamento del sarcofago di età romana con le spoglie di "Numisina" e la nota iscrizione "dei callitani", che attesta la percorrenza tratturale fin dal I sec. a.C.. Motivi questi per la quale è necessario mantenere la non alterabilità dei luoghi e tutelare tale contesto storico, in quanto la cava verrebbe ad interferire pesantemente con un complesso archeologico tra i più importanti e inediti della Valle Peligna. Sull'ennesimo parere negativo sono intervenuti tempestivamente i comitati per la salvaguardia dell'ambiente che precisano: «L'ennesimo parere contrario, unitamente a quello della Forestale dovrebbe mettere fine al progetto Lafarge ma non è così perchè la pratica dovrà approdare nella specifica conferenza dei servizi regionale». Quindi si dovrà ancora attendere.