Il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari non è solo un'opportunità ma un obbligo? La novità contenuta nella manovra d'estate (articolo 58 del Dl 1122008) interviene sulla formazione del bilancio di previsione 2009, a cui va ad aggiungere un nuovo allegato obbligatorio. I Consigli di Regioni ed enti locali devono vararlo insieme alla "finanziaria", a meno che l'ente sia privo o non voglia alienare il proprio patrimonio. Se non si allega, infatti, vuol dire che l'ente non ha alienazioni immobiliari. Il cardine della procedura di valorizzazione è la fase ricognitiva dei beni immobili, fabbricati e terreni, suscettibili di valorizzazione o dismissione, che vanno individuati fra i beni situati sul territorio di competenza non strumentali all'esercizio delle attività istituzionali. L'elenco si forma in base alla documentazione esistente: questo sottolinea l'importanza dell'inventario, che gli enti devono tenere aggiornato, come più volte ribadito dalla Corte dei conti. L'inserimento degli immobili nel Piano accelera già di per sé il processo di valorizzazione: determina automaticamente la classificazione come patrimonio disponibile, dispone la destinazione urbanistica dei singoli beni e costituisce variante allo strumento urbanistico generale. Quest'ultima, in quanto relativa a singoli immobili, non necessita di verifiche di conformità agli eventuali atti di pianificazione sovraordinata di competenza di Province e delle Regioni. Salvo in due casi nei quali invece la verifica è obbligatoria: terreni classificati come agricoli dallo strumento urbanistico vigente e variazioni volumetriche superiori allo dei volumi previsti dal Prg. In queste ipotesi la verifica va effettuata entro un termine perentorio di 30 giorni dal ricevimento della richiesta. La delibera di approvazione del piano delle alienazioni che contiene anche varianti al Prg è di competenza del Consiglio comunale, poiché è il Comune l'ente titolare della funzione di assetto e utilizzo del territorio. Ne consegue che, qualora sia prevista una diversa destinazione urbanistica, i piani delle Regioni e delle Province devono essere approvati anche dal Consiglio comunale. La delibera che approva gli elenchi è soggetta a pubblicazione secondo le forme previste per ciascun ente. La norma riconosce a tali elenchi, in assenza di precedenti trascrizioni, conseguenze di favore per la vendibilità del bene: hanno effetti dichiarativi della proprietà (e non costitutivi); producono gli stessi effetti della trascrizione (articolo 2644 del Codice civile), e quelli sostitutivi dell'iscrizione catastale del bene. Spetta invece al responsabile del procedimento, se necessario, procedere alla trascrizione degli elenchi, intavolazione e voltura. Contro l'iscrizione del bene nel Piano delle alienazioni è previsto il ricorso amministrativo entro 6o giorni dalla pubblicazione, e sono confermati gli altri rimedi di legge. Nella successiva fase attuativa del processo di valorizzazione gli enti locali possono imboccare diverse strade: l'alienazione, ma anche la procedura divalorizzazione e uso della concessione o locazione, prevista dall'articolo 3-bis del Dl 3512001 (esclusi i Comuni), il conferimento a fondi comuni di investimento immobiliare (articoli 4 e seguenti del Dl 3512oo1) e altre operazioni purché rispettino i paletti dell'interesse pubblico e dell'utilizzo di strumenti competitivi. Le dismissioni e i conferimenti degli immobili inclusi del Piano beneficiano anche di ulteriori agevolazioni, come l'esonero dalla consegna dei documenti relativi alla proprietà dei beni e alla regolarità urbanistica-edilizia e fiscale (commi 18 e 19 dell'articolo 3 del decreto legge 3512001) e la riduzione del 50 degli onorari notarili relativi alla vendita di beni immobiliari. Il Governo ha voluto così incentivare la cessione degli immobili non strategici degli enti. Tutto ciò, però, mal si concilia con le scelte effettuate nel definire le regole per il Patto, dove l'esclusione delle risorse provenienti dalle dismissioni delpatrinonio dai saldi utili ai fini dell'atto stesso ove destinate ainvestimenti infrastrutturali e alla riduzione del debito. Una opzione che ha l'effetto perverso incentivare i comportamenti meno virtuosi, quali la destinazioae dei proventi, seppure nei limiti del plusvalore, alle sole speze correnti riferite al rimborso delle quote di capitale delle rate di ammortamento dei mutui.
Immobili nel piano vendite
Il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari è un obbligo per i Consigli di Regioni ed enti locali. La novità contenuta nella manovra d'estate (articolo 58 del Dl 1122008) interviene sulla formazione del bilancio di previsione 2009, a cui va ad aggiungere un nuovo allegato obbligatorio. Gli enti devono vararlo insieme alla "finanziaria". Il cardine della procedura di valorizzazione è la fase ricognitiva dei beni immobili, fabbricati e terreni, suscettibili di valorizzazione o dismissione. L'elenco si forma in base alla documentazione esistente e l'inserimento degli immobili nel Piano accelera già di per sé il processo di valorizzazione.
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