CAGLIARI. Per la grande prima sulle scale del Bastione non è voluto mancare nessuno: c'erano gli studenti, un po' di tutte le facoltà, e insieme a loro i presidi, i docenti, i ricercatori, e pure qualche impiegato degli uffici amministrativi. Ognuno uguale all'altro, senza distinzione di ruoli o di potere, nella grande lotta contro le strane idee del governo sull'università, a cui ieri è stato detto "no" con la prima lezione di protesta in piazza. Non ho mai fatto né so come si fa una lezione in strada - ha esordito, forse sorpreso lui stesso, il protagonista del primo appuntamento con quest'esperienza, Roberto Coroneo, preside della facoltà di Lettere (nella foto in alto a destra) - Avrei preferito magari una stagione diversa, ma le motivazioni che ci spingono a far questo le conoscete tutti e non ho potuto tirarmi indietro. Che le scalinate del Bastione fossero colme in molti se lo auguravano, ma per altrettanti non era affatto scontato dopo che, già da metà mattina, il cielo aveva cominciato a divenire sempre più scuro per farsi plumbeo e mandar giù qualche goccia proprio negli stessi minuti in cui Coroneo cominciava a parlare della difesa del patrimonio culturale e artistico in Italia. Non vi preoccupate, non parlerò come in una lezione accademica - ha aggiunto il preside - Cercherò invece di essere semplice, proponendo spunti che travalichino l'ambito strettamente tecnico e essere così accessibile a tutti. Esame superato? Sì, perché nella mezz'ora di spiegazione Coroneo non ha solo spiegato che cos'è un bene culturale, partendo dal codice Urbani, ma ha anche applicato la teoria alla pratica, con esempi alla portata di tutti. Bene culturale è anche il canto a tenores, ha spiegato ricordando come solo poco tempo fa questo sia stato riconosciuto dall'Unesco patrimonio dell'umanità. E ancora, scivolando nel paludoso terreno politico, Coroneo ha citato la spinosa questione di Tuvixeddu (da come sarà risolta si capirà come si vorrà impostare il discorso sulla tutela di questo tipo di patrimonio), quella sull'opportunità di trasformare l'Anfiteatro romano in un luogo per i concerti, quella, più generale, dei costi per il mantenimento dei beni culturali: Lo Stato taglia e dice ai Beni culturali di reggersi con le proprie forze. E questo fa venire in mente la stessa situazione universitaria. Poi l'affondo: Mi chiedo: perché per lo Stato dovrebbe essere così sconveniente intervenire per proteggere i beni culturali, quando invece lo fa con molta naturalezza per Alitalia e qualche anno fa pensava di farlo persino per qualche squadra di calcio?. Lezione conclusa e applauso strappato, ma a dire qualcosa arriva anche l'assessore alla Cultura, Maria Antonietta Mongiu che, invitando gli studenti di Storia dell'arte, Lettere, Archeologia a non disperare perché il nostro sviluppo si fonda sui beni culturali, ha ricordato che la Regione ha ricorso alla Corte Costituzionale contro la riforma Gelmini. Oggi nuova lezione all'aperto: alle 10, in piazza Sorcinelli, Alfonso Stiglitz parlerà del "Caso Tuvixeddu". -
SARDEGNA - Scalinate della protesta
A Cagliari, la prima lezione di protesta contro le riforme del governo sull'università si è svolta sulle scale del Bastione. Il preside della facoltà di Lettere, Roberto Coroneo, ha spiegato che il patrimonio culturale e artistico in Italia è un bene da difendere. Ha citato esempi come il canto a tenores riconosciuto dall'Unesco e la questione di Tuvixeddu. Ha anche parlato dei costi per il mantenimento dei beni culturali e della situazione universitaria. La lezione è stata conclusa con applausi e l'assessore alla Cultura, Maria Antonietta Mongiu, ha invitato gli studenti a non disperare.
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