POMPEI. Resta ancora al palo laffidamento del servizio di ristorazione allinterno degli Scavi di Pompei. A luglio, appena insediatosi, il commissario per larea archeologica pompeiana effettuò immediatamente lo sgombero del ristorante "Internazionale", gestito dai fratelli Italiano che, dopo mesi di battaglie legali intraprese contro lallora sovrintendente Guzzo, si arresero al Tar, che respinse il ricorso presentato dalla famiglia che gestiva dal 1954 lattività ristorativa allinterno del sito archeologico. Il motivo dello "sfratto" il mancato pagamento dei canoni degli ultimi anni. Mancati versamenti per circa un milione di euro. A quel punto è partita la gara per laggiudicazione del servizio, indetta dallo stesso commissario Profili, che prevede due strutture da sistemare allinterno delledificio della "Casina dellAquila" e di fronte alla "Casa di Bacco". La prima gara, però, è andata deserta, poiché le diverse aziende, che avevano manifestato lintenzione di partecipare al concorso, sono state scoraggiate dallelevato canone di locazione mensile richiesto, pari a 50 mila euro, da versare al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ma la cifra richiesta era frutto di un errore di calcolo, che comprendeva tutta larea di pertinenza della sovrintendenza, ovvero anche i siti di Oplonti, Ercolano, Stabia e lantiquarium di Boscoreale. Renato Profili, intervenuto a Palazzo De Fusco giovedì, ha così spiegato la situazione: «Purtroppo la gara è andata deserta per un errore di calcolo, nel quale era inclusa parte di territorio non interessata dal servizio. Ma non ci siamo fermati e, anzi, ci siamo già messi al lavoro per ripetere in tempi rapidi lintera procedura per laffidamento dei servizi di ristorazione». Allavviso di avvio della gara avevano risposto diverse aziende del settore ristorativo, tra le più importanti in Italia, che andavano anche oltre i requisiti economici richiesti, superando i due milioni di euro nellultimo triennio per i locali siti di fronte alla "Casa di Bacco" e di almeno tre milioni di Euro nellultimo triennio per ledificio della "Casina dellAquila". Fatto sta che la gara è da rifare, e subito si scatena la polemica in merito. Lex presidente dellArcheoclub di Pompei, Felice Bergamasco, è intervenuto sulla vicenda che sembra avere dellincredibile. «La gestione dei beni di cultura è oltremodo complessa - ha esordito Bergamasco e questo episodio lo ha nuovamente evidenziato. Lirripetibile occasione del commissariamento dellarea archeologica di Pompei poteva essere un momento per il recupero della città antica. Le azioni da compiere erano quindi quelle di eliminare lattuale punto di ristoro nei pressi del Foro che negli anni ha divorato unintera insula, non certo realizzarne un altro nella Casina dellAquila, che creerebbe un ulteriore danno al già precario equilibrio del sito archeologico».
POMPEI - Scavi, gara deserta: da rifare
Il servizio di ristorazione all'interno degli Scavi di Pompei è ancora in attesa di essere assegnato. Il commissario Profili ha effettuato lo sgombero del ristorante "Internazionale" nel luglio scorso, dopo che i fratelli Italiano, che lo gestivano, avevano presentato un ricorso contro la sovrintendente Guzzo. Il motivo dello sgombero era il mancato pagamento dei canoni degli ultimi anni, pari a circa un milione di euro. La gara per il servizio è stata indetta, ma è andata deserta a causa di un errore di calcolo che ha incluso tutta l'area di pertinenza della sovrintendenza, compresi altri siti archeologici.
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