NAPOLI - «Siamo disgustati da questa situazione ». Piazza Trieste e Trento, le undici di ieri mattina: un gruppo di crocieristi contempla dallesterno Palazzo Reale, lo storico edificio che avrebbero voluto visitare. Impossibile. Ieri, infatti, la protesta dei dipendenti di Ales, che fornisce 263 persone ai siti culturali campani - custodi per lo più - ha interdetto laccesso allo storico edificio (nella foto in alto). Off limits pure gli scavi di Cuma. Disagi al Museo Archeologico, dove sono rimaste chiuse 25 sale. Come anticipato ieri dal Corriere del Mezzogiorno, è stato un venerdì di passione per i beni culturali campani. Lo sciopero di Ales - società partecipata al 7o da Italia Lavoro e al 3o dal Ministero dei Beni Culturali - nasce dalla procedura di mobilità in corso e dal rischio concreto che, entro fine anno, i lavoratori siano licenziati. Lesercizio di bilancio 2007 ha infatti registrato una perdita di 810mila euro. Per il 2008 i vertici della spa prevedono di chiudere con una perdita di 1.6oo.ooo euro. I sindacalisti - Peppe Pinto(Uil), Gaetano Migliaccio e Alfredo Chegai(Ugl), Giovanni Guadagno(Cgil) - denunciano gravi sprechi nella gestione della società. In particolare, dicono: «Abbiamo 4 dirigenti che costano annualmente 5l0mila euro allanno, senza considerare lamministratore delegato, che incassa 200mila euro allanno. Per consulenze, spesso inutili, se ne vanno 300mila euro ogni 12 mesi.Il fitto di 4 sedi, due a Napoli e due a Roma, costa quasi 30.000 euro al mese».
NAPOLI - Ales, i lavoratori in rivolta occupano Palazzo Reale
A Napoli, un gruppo di crocieristi è stato bloccato dall'accesso al Palazzo Reale, storico edificio che avrebbero voluto visitare. La protesta è stata organizzata dai dipendenti di Ales, società che fornisce 263 persone ai siti culturali campani, che hanno interdetto l'accesso allo storico edificio. Lo sciopero è nato dalla procedura di mobilità in corso e dal rischio concreto che i lavoratori siano licenziati. I vertici della società prevedono di chiudere con una perdita di 1,6 milioni di euro nel 2008. I sindacalisti denunciano gravi sprechi nella gestione della società, come l'assunzione di dirigenti costosi e l'incasso di euro 300.
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