Sono daccordo con il Sindaco. Mi capita raramente, ma è già successo. Sono daccordo con il Sindaco: lasciamo in pace il Carlo Felice. Lasciamo lavorare serenamente il commissario Giuseppe Ferrazza. È lultima possibilità data dal Ministro Bondi in extremis al nostro teatro. Altrimenti si chiude. E non pensiamo che la chiusura sia solo uno spauracchio, si chiude davvero. Se anche lottimo Ferrazza non riuscisse a far ripartire i motori, vorrà dire che gli scogli saranno il destino ultimo dei Transatlantico. Mi fa piacere che Sergio Cofferati sia un appassionato frequentatore dei teatri. Mi fa piacere quando lo vedo in platea: è un segno importante. Mi fa piacere che i politici riscoprano il teatro, sia per seguire lo spettacolo sia per dare un senso al rito che si consuma in platea. Penso poi che Sergio Cofferati abbia davanti a se prospettive ben pili ampie che non guidare le sorti di un teatro in affanno. Ma il punto è un altro: resto a bocca aperta eli fronte a come vedo considerare il mestiere del Sovrintendente. Non dallinteressato, che anzi prende le distanze, ma da chi invece accetta come plausibile lipotesi. Nessun appassionato tifoso verrebbe mai candidato come allenatore di una squadra di calcio; al più grande stratega di risiko difficilmente verrebbe affidata unarmata. Ma purtroppo molte volte basta la passione da .amatore, per ottenere in campo culturale nomine assolutamente improbabili. Questo avvilisce, questo rende bene lidea che si ha, a molti livelli, della Cultura: un carrozzone cialtronesco e mal amministrato. Un po è anche vero, per carità, ma nella maggior parte dei casi vi sono competenze specifiche eccellenti. Sono convinto che Sergio Cotterati, pur venendo a vivere a Genova (ottima scelta!), lavorerà in giro per lItalia e per il mondo: del resto è quel che si deve fare per star bene a Genova. Sono convinto che il commissario Ferrazza cela farà e il Carlo Felice si rimetterà in moto. Ma se ciò non dovesse succedere, più che tra gli «amatori» del teatro, mi rivolgerei al Circo per trovare il nuovo Sovrintendente. E non sto scherzando: un buon direttore di un grande circo di una delle storiche famiglie circensi italiane. Un direttore del Circo sa riparare il motore di un Tir così come sa accorgersi dal ruggito di una tigre che serve con urgenza il veterinario; dalle prime note calanti dellorchestra si rende conto che i musicisti ieri sera hanno litigato e dal colore sbiadito dalla pioggia (lei manifesti appesi ai muri capisce che occorre cambiare tipografia, questa risparmia sulla carta. Sì, ne sono convinto, il direttore di un Circo sarebbe un ottimo candidato alla Sovrintendenza. Il circo non scherza: la corda del funambolo è sottile, chi non è capace non vi si arrischia. Il circo è implacabile: i leoni non hanno rappresentanti sindacali, discutono in prima persona, lo sguardo di fronte a loro non lo puoi abbassare.