FERMARE il Civis. Ora lo chiede anche An. Il presidente provinciale Enzo Raìsi, parlamentare Pdl, rompe il silenzio sullopera ormai contestata da un anno e annuncia di aver presentato un dossier ai ministri di Ambiente, Trasporti e Beni culturali. Che incontrerà presto. E un elenco di motivi sufficienti «per arrivare a decidere limmediata sospensione dei lavori», chiosa lavvocato Antonio Nenzioni, autore dello studio con il collega Giuliano Boschetti. RAISI si rivolge direttamente allassessore Maurizio Zamboni, «il talebano che va avanti come un caterpillar». Secco: «Rimando al mittente le sue continue minacce su penali da pagare se si bloccano i lavori. Gli rispondo: quelle penali le pagherai tu e chi con te ha violato le norme, se si dimostrerà che è stato così». Lassessore si limita a replicare: «Invoco il senso del pudore. Cè gente molto smemorata. Il Civis lo hanno inventato, proposto e appaltato loro e oggi lo sconfessano come se fosse una cosa strana». Loro dei centrodestra, che chiedono di fermarlo. MA INTANTO il filobus diventa lo strumento per cementare lalleanza con la Lega nord. Ieri mattina Raisi, con il vice Galeazzo Bignami e gli altri big di An, è andato a salutare il segretario cittadino dei padani, Manes Bernardini, impegnato per tutto il giorno a raccogliere firme contro il Civis sotto le Due Torri. Un modo per prendere le distanze definitivamente da Guazzaloca, bocciato dal Carroccio? «No, perché - si meraviglia Raisi, che è stato assessore al Commercio dellex sindaco -. Lui stesso in conferenza stampa è stato chiaro, ha detto che oggi il Civis sarebbe un errore». SI PARLA anche delle scelte fatte dallamministrazione di centrodestra nella premessa politica del dossier. Trentadue pagine che poi esaminano argomenti già noti e affrontati ad esempio dalla denuncia presentata dai comitati dei cittadini alla Ue, a giugno. Si va dalla «violazione della normativa in materia di impatto ambientale» al «possibile sviamento dei fondi statali erogati dal Cipe», che ha finanziato «un tram a guida vincolata e in sede propria» e si ritrova un semplice filobus. A questo si aggiunge il «possibile danno erariale». Alla domanda: ma se lei oggi è qui a denunciare tutto questo, vuol dire che ammette di aver sbagliato allora?, Raisi prima risponde che linterrogativo «è retorico», poi affonda: «Il Civis fu una contropartita che il sindaco Guazzaloca, sbagliando e posso dirlo per come sono andate poi le cose dopo, dovette barattare per incassare il sì di Provincia e Regione sul metrò, progetto che era integrativo. Chi ha giocato sporco è stata la Regione, che poi ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro il metrò». Lultimo capitolo del dossier è dedicato a «rilievi di carattere storico artistico sui beni interessati dal tracciato del Civis». Sul passaggio del filobus di Guazzaloca nel centro storico - anzi, «sotto le Due Torri», come ricorda anche il dossier dellAscom, diffuso venerdì - Raisi obietta: «Chiaro che lo considero sbagliato e anchio mi devo attaccare al punto più debole». Nenzioni aggiunge: «Ricordiamoci che Cofferati ha praticamente dimezzato il percorso. Quindi cambia la frequenza dei mezzi. Nel progetto precedente il Civis passava in Strada Maggiore ogni tre minuti, ora è previsto ogni novanta secondi. Cè una bella differenza». Galeazzo Bianami, numero due dei partito, ricorda le «quarantadue richieste di modifica al mezzo, dato mai smentito da Atc. I sindacati hanno sollevato ad esempio un problema di visibilità». Lamenta infine una totale «mancanza di trasparenza sui lavori». IL CONSIGLIERE regionale Alberto Vecchi ricorda che il partito sta facendo banchetti «da luglio, quando è stato aperto il cantiere in via Marconi e nessuno sapeva niente. La gente protesta». Michele Facci, consigliere in quella Provincia che dopo la vittoria di Cofferati ritirò il ricorso contro il Civis, lancia una proposta provocatoria: «Chiederò di aprire un nuovo procedimento di sospensione. Il rischio di un danno erariale è enorme». Raisi completa: «Lo dico chiaro e tondo. Anche a Roma cè qualche responsabile che non ha vigilato fino in fondo».
BOLOGNA - Fermate il Civis E si rafforza lasse An-Lega
Il presidente provinciale Enzo Raìsi, del partito Pdl, ha presentato un dossier ai ministri di Ambiente, Trasporti e Beni culturali per fermare i lavori sul progetto Civis, un filobus che collega il centro storico a via Marconi. Il progetto è stato contestato da un anno e Raìsi afferma di aver presentato motivi sufficienti per sospenderne i lavori. Il dossier, firmato dal lavvocato Antonio Nenzioni, affronta argomenti come la violazione della normativa ambientale, il sviamento di fondi statali e il danno erariale. Il presidente provinciale ha anche denunciato le scelte fatte dall'amministrazione di centrodestra nella premessa politica del dossier.
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