Parla lamministratore di un condominio di via Milano. E cè chi rinvia i lavori per ottenere i cartelloni SENZA la pubblicità «non potremmo ristrutturare il palazzo». Mario Mammarella è lamministratore di condominio in via Milano 35. Sulla facciata delledificio, con vista sulla Sopraelevata e sul porto, campeggia da mesi un manifesto. E una delle tante grandi pubblicità ben visibili in automobile dalla Sopraelevata. Non a caso, via Milano, via Buozzi e via Granisci, le vie che fiancheggiano la Sopraelevata, sono molto ambite dai pubblicitari. Lo dimostrano i cartelloni che, da alcuni anni, si stanno moltiplicando sulle impalcature dei palazzi. Lamministratore di via Milano si giustifica. «Qui - spiega Mammarella vivono molte persone in pensione. Il grande manifesto pubblicitario sulle impalcature serve a incassare un po di soldi. Senza quei soldi non potremmo ristrutturare la facciata». Quei soldi non sono pochi. Nel contratto tra Mario Mammarella e la società concessionaria di Milano che gestisce il cartellone, questultima «si obbliga a corrispondere un canone su base mensile di euro 4.000 per lintera durata del presente accordo». In cambio, i proprietari degli appartamenti (rappresentati da Mammarella) autorizzano la ditta a «utilizzare i ponteggi prospicienti la facciata per laffissione di manifesti pubblicitari». Il tutto dopo avere «informato e ricevuto lassenso scritto da parte dellimpresa incaricata di eseguire i lavori di ristrutturazione della facciata». La durata prevista dal contratto è di «24 mesi a partire dal primo dicembre 2007». Fino al dicembre 2009, cioè, la facciata del palazzo sarà coperta dai ponteggi a loro volta coperti dalla pubblicità. Considerato che i ponteggi dovrebbero servire a «eseguire i lavori di ristrutturazione della facciata», due anni sembrano eccessivi. Ma non è tutto. Invia Milano 35, le impalcature, e quindi la ristrutturazione, seguono i ritmi della pubblicità. In altre parole, la pubblicità detta la durata dei lavori: per consentire alla concessionaria di affiggere i suoi manifesti per i due anni previsti, i lavori vengono rinviati. «Qui i lavori sono già cominciati», assicura Mammarella. Non secondo uno dei condomini, che preferisce rimanere anonimo: «Le impalcature le hanno messe a marzo - dice - e i lavori devono ancora cominciare». Certo è, che per accontentare la pubblicità i lavori di via Milano 35 sono stati rinviati. Lo dimostra una lettera inviata dallavvocato Pier Paolo Capponi, legale del condominio, alla concessionaria. «Per venire incontro - scrive Capponi - alle esigenze da voi manifestate», che consistono «nellevitare la concomitanza dellaffissione dei vostri cartelloni pubblicitari con quelli affissi nel contiguo civico di via Milano 33», il condominio «accetta di rinviare linizio dei lavori alla facciata». Quanto ai tempi, i 24 mesi di affissione non partiranno più dal primo dicembre 2007, ma dal «primo giorno del mese successivo allultimazione dellinstallazione deiponteggi». Cioè, fino alla primavera del 2010. «Alla fine - lamenta il condomino per andare incontro alle esigenze della pubblicità il ponteggio starà su due anni e mezzo. Con il risultato che i soldi incassati serviranno tutti a coprire le spese per loccupazione del suolo pubblico e per laffitto del ponteggio. Il condominio non ci guadagnerà un bel niente». Cè chi la pensa diversamente. Paolo Scotto, proprietario di un appartamento di via Buozzi 30, è nella stessa situazione. Se non peggiore. «Qui le impalcature ci sono da un anno, abbiamo questo grande manifesto pubblicitario di fronte alle finestre, e i lavori non sono ancora cominciati. Ma credo che sia giusto così: i soldi che il condominio incasserà serviranno a pagare in parte i lavori di ristrutturazione del palazzo. Non ci trovo niente di male. Anche se per noi è un disagio non da poco». Resta un dato: il fenomeno della pubblicità su facciata sta crescendo molto. Forse troppo.