JESOLO. Torri e costruzioni fronte mare, arriva il no della Soprintendenza. La comunicazione è giunta in Comune in una bella giornata di cielo sereno. Come una tempesta si è abbattuta sull'amministrazione comunale che dovrà fare i conti con i nuovi vincoli imposti. In parole semplici, la Soprintendenza ha stabilito che tutta la zona fronte mare che si estende da piazza Manzoni, attorno all'hotel Cellini, fino a piazza Mazzini lungo la direttrice di via Dante, sia sottoposta a vincolo. Lungo questo tratto ci sono numerose ricomposizioni alberghiere in atto, tra cui quelle più famose degli ex hotel London e Tritone, del Terramare, Paioli e Sanremo, infine Tahiti. La nuova tranche di ricomposizioni che darà vita a strutture ricettive all'avanguardia, residence di lusso protesi verso il cielo anche se non proprio grattacieli come la Torre Aquileia o le «torri gemelle» di piazza Drago che sono già avviate alla conclusione. Interventi comunque molto importanti che rientrano nella zona B del famoso piano regolatore e per i quali il Comune non riteneva vi fosse un vincolo della Soprintendenza. Vincolo che richiede tutta una procedura particolare, certificazioni ambientali e quant'altro. In passato la Soprintendenza aveva costretto a ridurre cubature e altezze di interventi edilizi redatti da famosi architetti internazionali, come Richard Meier. E non ci fu verso di trovare accordi diversi dalla riduzione dei volumi. Ora ci risiamo, anche se la nuova certificazione richiesta non è detto che blocchi necessariamente tutti i lavori in corso o da iniziare. Certo, i tempi potrebbero allungarsi ulteriormente creando nuove tensioni sull'urbanistica che è materia più che mai oggetto di discussione e scontro al lido di Jesolo dai tempi di Renato Martin e poi anche con Calzavara. Il Comune si è già affidato ad uno studio legale con particolare esperienza nell'urbanistica. «Abbiamo agito come si deve - dice il sindaco Francesco Calzavara - rispettando tutta la normativa che non prevede il vincolo della Soprintendenza. Se ragioniamo secondo la Soprintendenza allora il vincolo andrebbe esteso a tutto il tratto tra le foci del Piave e Sile. Noi dimostreremo che questo vincolo non c'è».