Un taglio del 20 per cento delle erogazioni 2009, che scenderanno da 14,5 a meno di 11 milioni, e la necessità di «ricalibrare» due progetti di peso come quelli del Museo del Novecento e delle residenze universitarie. I riflessi della tempesta finanziaria sull'attività di Fondazione di Venezia sono racchiuse nel documento di programmazione che il consiglio dell'ente presieduto da Giuliano Segre ha appena deliberato. «Siamo, complessivamente, abbastanza preoccupati - è il commento di Segre sulla crisi che sta scuotendo i mercati -. Per quanto riguarda l'operatività della Fondazione non vediamo problemi rilevanti per le erogazioni, ma va detto che la tempesta finanziaria complica molti dei progetti nei quali siamo impegnati». Tra questi, come detto, c'è anche quello relativo alla riqualificazione, come polo museale, dell'area dell'ex distretto militare di via Poerio. Un progetto per il quale sono stati stimati investimenti per una cifra vicina ai 50 milioni, che comunque sarà realizzato. «L'obiettivo - spiega Segre - rimane sempre quello di arrivare a bandire la progettazione del polo per i primi mesi del prossimo anno. Dal punto di vista della sostenibilità finanziaria è, comunque, un progetto da ricalibrare». Così come per il piano che prevede la realizzazione di residenze universitarie «per il quale è previsto anche un contributo a fondo perduto da parte del ministero dell'Istruzione - puntualizza Segre -. E, visti i tempi, bisogna vedere come va a finire». L'attività della Fondazione, in via prioritaria, è legata all'investimento in Intesa Sanpaolo (0,549 la quota del gruppo bancario detenuta dall'ente veneziano). Da solo, il dividendo che la banca guidata da Corrado Passera garantisce agli azionisti, in base agli utili registrati, vale il 60 di tutte le entrate della Fondazione. L'ultimo assegno che è stato incassato dall'ente parla di 26 milioni. Cifra che, al netto degli accantonamenti previsti dalla legge, renderà possibile, per quest'anno, l'erogazione di 14,5 milioni sul territorio per progetti di educazione, istruzione e formazione; ricerca scientifica e tecnologica; arte, attività e beni culturali. Il problema è che la «tempesta perfetta» partita dagli Usa sta fiaccando in modo consistente il valore del titolo Intesa Sanpaolo e, soprattutto, mettendo i vertici dell'istituto di fronte alla necessità di dover, come ha detto il presidente del consiglio di gestione Enrico Salza, «mettere fieno in cascina». Ovvero di rafforzare il patrimonio della banca che - qualora fosse deliberato - passerà attraverso una riduzione o l'azzeramento del dividendo distribuito ai soci. «Il vero tema, anche per una piccola fondazione come la nostra - aggiunge Segre - non è quello del valore del titolo, ma, piuttosto, quello del dividendo». La Fondazione di Venezia, rispetto ai 0,38 euro per azione relativi allo scorso anno, ha previsto un dimezzamento della cedola in arrivo l'anno prossimo. «Anche se da Intesa Sanpaolo non dovesse arrivarci un euro - conclude Segre - abbiamo riserve in grado di garantire l'operatività dell'ente per un anno e mezzo. Il problema è capire in quale contesto finanziario ci troveremo a operare».
VENEZIA - Taglio del 20 alle erogazioni nel 2009 scendono a 11 milioni
Il consiglio della Fondazione di Venezia ha deliberato un taglio del 20% delle erogazioni 2009, passando da 14,5 a meno di 11 milioni. La fondazione deve ricalibrare due progetti di peso, come il Museo del Novecento e le residenze universitarie. La crisi finanziaria sta scuotendo anche l'attività della fondazione, che dipende fortemente dal dividendo distribuito da Intesa Sanpaolo. Il dividendo è stato dimezzato per l'anno prossimo, ma la fondazione ha riserve per garantire l'operatività per un anno e mezzo. Il problema è capire in quale contesto finanziario la fondazione si troverà a operare.
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