Entro fine anno il nuovo strumento urbanistico approderà in aula per lapprovazione Dal 1995 a oggi il Consiglio ha dato lok a quindici progetti: gli ultimi tre il mese scorso La giunta Gullo è stata diffidata dalla Regione per la lentezza nel varo del Prg MONREALE - Il cemento si fa avanti con il conforto della carta bollata. Non cè bisogno di costruire di nascosto, da abusivi, confidando in una futura sanatoria. A Monreale i cantieri aprono uno dopo laltro e sono tutti regolari, tutti approvati e benedetti dal Comune. Dal ï95 a oggi lamministrazione municipale ha dato lok a quindici piani di lottizzazione. A fine settembre ne sono stati approvati tre contemporaneamente. Il tutto con buona pace del piano regolatore generale della città che non esiste, che dovrebbe essere approvato da oltre quindici anni e che dovrebbe definire in modo inequivocabile dovè che si possono portare le ruspe e le gru e dove invece è severamente vietato. Lamministrazione cittadina, guidata dal sindaco Toti Gullo, che sta procedendo allennesimo rimpasto della giunta, si è finora dimostrata terribilmente lenta nel portare a compimento il Prg, tanto da beccarsi una diffida della Regione. Ma al contempo è stata rapidissima nella discussione e nellapprovazione dei piani di lottizzazione che vengono legittimati in variante rispetto al vecchio strumento urbanistico. Un escamotage nientaffatto nuovo, già adottato da altre amministrazioni municipali sprovviste di Prg, ma che a Monreale è stato utilizzato con frequenze da record. Il 23 settembre scorso il Consiglio comunale della cittadina normanna ha approvato tre piani di lottizzazione: in contrada Meccini, cioè vicino a dove sorgerà il parco dellOreto, è stato rilasciato il visto per la realizzazione di 35 villette, due edifici da quattro e due piani verranno invece costruiti in località Calcerano e otto in contrada Cannavera, una delle poche nicchie verdi e ancora intatte dei monti che circondano Palermo. Briciole di Conca doro che rischiano di essere spazzate via. «Scaduto il vecchio Prg, tante aree verdi sono state invase dal cemento», osserva Roberto Gambino, che quattro anni fa non è diventato sindaco per 78 voti ma che ha fatto il vice di Gullo finché non ha abbandonato la giunta «per assoluta incompatibilità con il primo cittadino». Il posto di vice sindaco è stato preso da Enzo Giangreco che era sindaco nel 1993 e che decadde assieme alla giunta e al Consiglio comunale del tempo proprio perché non era stato in grado di redigere il nuovo Prg. «Da allora non abbiamo concrete notizie sul nuovo documento urbanistico - sottolinea Gambino - mentre procedono speditamente i piani costruttivi». Lelenco delle nuove lottizzazioni approvate dal Consiglio comunale comprende un palazzo di località Venero, undici villette a Pioppo (vicino al bosco di contrada Renda), un complesso edilizio nella zona Santa Rosalia. Sono pochissime le richieste per piccole modifiche di abitazioni già esistenti e due le varianti per la realizzazione di alberghi. Per il resto è tutto cemento legato a lottizzazioni che, tra contrari e favorevoli, da tempo hanno mandato in fibrillazione lintero paese. «Entro lanno il nuovo piano regolatore approderà in Consiglio comunale», promette il sindaco Gullo. Ma non è solo la mancanza dello strumento urbanistico il problema dei cantieri aperti in paese. «In queste ultime settimane lapprovazione di enormi piani costruttivi, in zone di grande pregio ambientale e in barba a precise leggi dello Stato, ha monopolizzato limpegno del governo comunale - denuncia Guido Visconti, ex responsabile di Legambiente - E questo nella totale inosservanza delle plurime sentenze di Cassazione e Consiglio di Stato che hanno inequivocabilmente sancito, anche in caso di mancato censimento, il divieto assoluto di edificare, cacciare e pascolare nelle aree percorse dal fuoco degli incendi. Le licenze attuali e future sono quindi nulle. Mi chiedo chi le impugnerà». Invero, lamministrazione municipale avrebbe dovuto realizzare, oltre al Prg, il catasto delle aree martoriate negli ultimi anni dagli incendi estivi e nelle quali non è possibile costruire. La legge 353 del 2000 parla chiaro: «Le zone boscate e i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente allincendio per almeno quindici anni». Per tre lustri, in teoria, bisogna tenere alla larga le betoniere. Invece, i camion che impastano il cemento continuano a fare rotta verso quel che resta della Conca doro. E mentre i piani di lottizzazione vanno avanti uno via laltro, lamministrazione comunale non redige il Prg e anzi si fa bacchettare dallassessorato regionale al Territorio. Lamministrazione siciliana ha prima sollecitato, poi diffidato il Comune, infine ha inviato un commissario, il geometra Giuseppe Traina. Ma, al momento, non si conoscono ulteriori passaggi amministrativi. Un mistero sul quale chiede chiarimenti il deputato regionale del Pd Davide Faraone, che ha presentato uninterrogazione con risposta scritta al presidente della Regione e allassessore al Territorio Giuseppe Sorbello. «Questa paralisi non favorisce solo le lottizzazioni - afferma Massimiliano Lo Biondo (Pd), vice presidente del Consiglio comunale - ma rallenta anche lo sviluppo della nostra città, perché sono finite nel dimenticatoio larea commerciale e larea artigianale. Il sindaco dovrebbe dimettersi. Tante piccole imprese che volevano espandersi in città sono state costrette ad andare via. Senza regole certe, nessuno vuole più investire a Monreale». A parte gli imprenditori edili, sintende. E forse, a questo proposito, non è un caso che il sindaco Gullo, in scadenza di mandato alla fine della prossima primavera, abbia chiamato in giunta un imprenditore edile, in attività dal 1986, come Giovanni Teresi.