Linteressante Convegno promosso da Legambiente per presentare le linee di indirizzo del nuovo Piano Urbanistico Comunale, alla presenza della Sindaco e del Presidente della Autorità Portuale, ci consente di riparlare della politica urbanistica della nostra Città. Non può certo dirsi che il tema non sia continuamente allordine del giorno ma troppo spesso la discussione riguarda i singoli progetti, perdendo di vista il disegno generale del governo del territorio che la Politica dovrebbe invece esplicitare, senza nascondersi dietro alle sole valutazioni tecniche. Prima di tutto: il nuovo Piano urbanistico comunale dovrebbe sostituire lattuale dopo appena sei anni, nonostante che il passaggio dal Piano regolatore generale (PRG) al Piano urbanistico comunale (PUC) dovesse fornire ai Comuni uno strumento più elastico e facilmente aggiornabile. Così ci era stato spiegato. In questi anni, peraltro, il frequente ricorso allo strumento della variante ha dimostrato appieno, e sin troppo, la estrema "duttilità" del PUC. Esiste allora la impellente necessità di un nuovo Piano urbanistico comunale? La risposta è positiva solo si intende modificarne radicalmente la struttura e la funzione. Lattuale Piano Urbanistico comunale ha infatti il compito di operare la "pianificazione a livello comunale, che individua le zone territoriali omogenee e ne disciplina gli usi, il riassetto ecologico ambientale, la valorizzazione storico-culturale, la trasformazione compatibile e sostenibile del territorio comunale" attraverso la elaborazione di tavole relative "alla zonizzazione e suscettività duso del territorio, al livello puntuale del Piano territoriale di coordinamento paesistico.. . agli ambiti speciali di riqualificazione urbana e ambientale e ai distretti di trasformazione" (Civis Comune. Genova). I progetti devono collocarsi allinterno di questo quadro, non viceversa. Rovesciando questa impostazione, il nuovo PUC sarebbe invece "a progetti", grandi e piccoli, attorno ai quali sviluppare la pianificazione territoriale. Prima ancora della qualità dei progetti, si dovrebbe allora discutere la impostazione che è alla base di questa proposta, riprendendo un dibattito antico: devono essere i progettisti o gli urbanisti gli interlocutori della Politica quando si decide della pianificazione del territorio? Devono essere i singoli progetti o la valutazione complessiva del territorio a determinare le scelte di piano? In Liguria, dalle torri di Savona al nuovo aeroporto, sembra che il primato sia dei progetti. Anche a Genova, lAmministrazione ha interpellato molti progettisti di fama ma non altrettanti pianificatori territoriali per garantire, prima di tutto, il rispetto e luso rigoroso e coordinato del territorio. Sembra quasi che sia preferibile proporre alcuni grandi segni mediatici e lasciare poi agli "uffici" il compito di riempire il resto, lontano dal dibattito e dal controllo politico e pubblico. Si rischia così di affermare la supremazia del progetto, mettendo in subordine la pianificazione territoriale complessiva, che deve invece aiutarci a disegnare la città, i servizi e i nuovi assetti che immaginiamo per il nostro territorio, prima di pensare a specifiche realizzazioni. Al contrario, a fronte di grandi scelte urbanistiche sempre più strettamente legate con le opzioni strategiche e produttive della città (ormai quasi metropolitana), pensiamo che la Politica ed i Cittadini debbano prioritariamente discutere e decidere come coniugare lo sviluppo con lambiente, le ridotte necessità residenziali, a causa del calo demografico, con le nuove edificazioni ipotizzate, il Porto, il cui vigente Piano regolatore è sostanzialmente inattuato, con la vivibilità urbana. Solo allora questi indirizzi potranno essere codificati in un nuovo strumento urbanistico, se gli obiettivi saranno divergenti rispetto a quelli che fondano la vigente pianificazione, per passare alle realizzazioni concrete. Responsabile Ambiente-Territorio Prc-Se, Genova.