I Comitati privati per la salvaguardia rinnovano le loro critiche a gigantografie e maxischermi Ad un certo punto l'assessore ai Lavori pubblici Mara Rumiz deve essersi sentita come nella "fossa dei leoni" attaccata -noblesse oblige -dal fuoco di fila dei rappresentanti del Comitati privati per Venezia che l'hanno incalzata su un unico punto: la discussa questione della pubblicità in Piazza San Marco e, in particolar modo, la vicenda dei maxischermi digitali, previsti dalla convenzione tra Soprintendenza ai Beni Artistici e Architettonici e due ditte per il reperimento fondi, una di Malta, l'altra italiana. Ma, senza alcun problema, nonostante qualche disagio, l'assessore ha venduto cara la pelle. «Pronta a discutere su tutto, ad istituire il "tavolo permanente" di consultazione e a valutare ogni forma di collaborazione, ma non possiamo rinunciare alla politica delle sponsorizzazione. Il nostro obiettivo prioritario è quello di salvaguardare la città». Così, Mara Rumiz ha risposto alla platea dei Comitati privati per Venezia riunitisi ieri mattina a Palazzo Zorzi, nella sede dell'Unesco per la 36. riunione annuale degli enti privati internazionali impegnati nella difesa della città. Ed è proprio sulla delicata questione delle gigantografie pubblicitarie e soprattutto degli schermi digitali che i Comitati hanno espresso la loro "raccomandazione" al termine dei lavori sotto la presidenza di Alvise Zorzi sottolineando la necessità di creare un "codice di comportamento che stabilisca regole e limiti della pubblicità negli spazi veneziani tenendo conto dell'enorme patrimonio storico-artistico e ambientale evitando così gravi danni che ne potrebbero derivare all'immagine della città». Per questo, i Comitati hanno chiesto anche all'Unesco di vegliare adeguatamente sull'«esplosione di una pubblicità incontrollata». Nel dibattito, dopo l'«apertura di credito» e la volontà di collaborazione rilanciata dall'assessore provinciale alla Cultura, Nicola Funari, è toccato all'assessora ai Lavori pubblici fare il quadro della situazione sottolineando i progetti che Ca' Farsetti sta eseguendo o ha in cantiere per il rilancio non solo delle attività imprenditoriali, ma anche della residenza in città. In questo senso Rumiz ha ricordato che si stanno concludendo i lavori dell'ex convento dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca, sede dell'ex fabbrica tessile Herion, dove, secondo progetto verranno realizzati 36 laboratori per attività legate all'innovazione. Inoltre è stato accennato ai lavori di recupero e restauro delle chiese di Sant'Elena, e di San Michele in Isola con l'incognita dell'attuale convento abbandonato all'inizio di ottobre dai Frati Minori. «Ci auguriamo - ha detto l'assessora - che questo immobile possa diventare sede di qualche prestigioso organismo impegnato nella salvaguardia di Venezia». Inoltre Rumiz ha accennato alla collaborazione con lo Iuav per un progetto di restauro del Ponte di Rialto. «Infine, sia pur con rammarico, ma dopo un'ampia consultazione con il sindaco - ha confessato l'assessora - abbiamo dovuto dire di no alla società che ha realizzato una "grande ruota" panoramica a Londra che si era dichiarata disposta a finanziare i restauri della chiesa di San Lorenzo a Castello in cambio della realizzazione di un'analoga iniziativa al Parco di San Giuliano». Infine, Rumiz ha accennato anche al "project financing" per la ristrutturazione della Scuola Grande della Misericordia da trasformare ad aula convegni e attività culturali e al progetto per il restauro della chiese delle Terese».