ATTILIO IANNUZZO Chiusi per sei ore i cancelli di Palazzo Reale per la protesta dei precari che lavorano nel settore dei beni culturali. La società Ales ha prospettato per loro la mobilità. Solo alle 12.00, «per senso di responsabilità», si è ritenuto opportuno permettere ai turisti di visitare il monumento. In totale sono 430 i lavoratori prossimi al licenziamento tra Lazio e Campania. Ales partecipa al 30 delle quote, il restante 70 appartiene a Italia Lavoro. «Abbiamo assistito a sprechi enormi - sostiene Peppe Pinto della Uiltucs - basta pensare alle consulenze, consigli di amministrazione e quadri, molti dei quali rappresentano figure professionali superflue. E tutto si ripercuotono sulla pelle dei lavoratori». La prossima settimana ci sarà un presidio permanente davanti al ministero, finché non si otterrà un'adeguata soluzione del problema. «Non credo sia giusto - sostiene Alfredo Chegai dell'Ugl - che il malessere aziendale si ripercuota su chi ha dato tanto in questi anni; quello che bisognerebbe fare è tagliare subito le spese superflue e dare la possibilità ai precari di stabilizzarsi».