Infrastrutture, Zamboni attacca Raisi e Guazzaloca "Il Polo critica il supertram, che aveva proposto e appaltato" Prima che il Civis arrivi finalmente in strada passerà ancora del tempo ma le «scintille» provocate dal progetto che divide favorevoli e contrari come sempre non mancano. Ieri il botta e risposta a distanza ha coinvolto lonorevole Enzo Raisi di An, che presenterà a breve un dossier a tre ministri del Governo per chiedere di bloccare i lavori del Civis, e lassessore alla Mobilità del Comune, Maurizio Zamboni. Questultimo, ribattezzato «lassessore talebano» dal presidente bolognese di An. «Se, per quanto riguarda il Civis, si dimostreranno le azioni dannose fatte da amministratori, politici e dirigenti, spero che poi qualcuno paghi - ha tuonato Raisi - e se Zamboni dice di stare attenti a fermare i lavori perché in quel caso si devono pagare penali, io gli dico: pagherai tu e chi con te ha violato le norme. Non pagheranno certo i cittadini». Passano poche ore e arriva la risposta sorniona del titolare della delega ai Trasporti: «Presentino pure il dossier. Il Civis è una loro creatura, hanno scarsa memoria». Alleanza nazionale, ha fatto sapere Raisi, ha già scritto e inviato al ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi e ad altri due esponenti del Governo, il responsabile dei Trasporti Alfredo Matteoli e il sottosegretario allAmbiente Roberto Menia, un faldone con le «magagne» del Civis. «A nostro parere va bloccato, perché è dimostrato che chi ha gestito il progetto Civis ha violato le norme di riferimento», spiega Raisi che ieri ha illustrato, insieme ai vertici del partito e ai legali che lhanno stilato, il contenuto del dossier. Dossier che si concentra sulle «irregolarità, le anomalie - si legge - e gli elementi di maggior interesse» sulliter del Civis. In particolare si contesta la «violazione della normativa in materia di impatto ambientale», con riferimento soprattutto alla «condotta della Provincia». Ma per i finiani, oltre allipotesi di «danno erariale» (per questo è già stato presentato un ricorso in materia alla Corte dei Conti), si intravede anche il «possibile sviamento dei fondi statali erogati dal Cipe per circa 100 milioni di euro». Infatti, i soldi erano stati destinati dallo Stato «per un tram a guida vincolata e in sede propria», spiega lavvocato Antonio Nenzioni. Una categoria nel quale il Civis, di fatto un filobus, non rientrerebbe più. Il dossier che An ha inviato ai tre ministeri non sembra spaventare più di tanto Zamboni, che invita il centrodestra al «comune senso del pudore». «Questo è uno strano paese - replica lassessore - , in cui si fa affidamento sulla scarsa memoria dei cittadini, che però così scarsa non è». Il centrodestra ora dice «no al Civis quando lo hanno inventato, proposto e appaltato loro». E per Zamboni, non è lunico esempio di incoerenza che si può imputare allattuale opposizione comunale. «Guazzaloca oggi dice di spostare la Fiera - ricorda - quando da sindaco fece ampliare il quartiere fieristico di 150 mila metri quadrati». Stesso discorso per il SantOrsola. «Da sindaco Guazzaloca portò lindice edificatorio a 1,19 mentre normalmente, nella nuova edilizia, sarebbe di 0,30». Insomma, incalza Zamboni: «Uno ha tutto il diritto di cambiare idea, bisognerebbe però che lo dicesse». In verità, i finiani (ricordando che il Civis era stato portato avanti dalla giunta Guazzaloca, di cui Raisi faceva parte come assessore al Commercio) non hanno remore ad ammettere che qualche errore è stato fatto. «Il progetto Civis - ricorda infatti Raisi - era una contropartita che Guazzaloca, a mio parere sbagliando, ha dovuto barattare per avere il sì alla metropolitana. Ma il gioco sporco lo hanno fatto la Provincia e la Regione». Del resto, anche a Roma qualche responsabilità cè a non avere vigilato fino in fondo». Il «no» al Civis ieri ha coinvolto anche la Lega, che per tutto il giorno con due gazebo posizionati in piazza Ravegnana ha raccolto moltissime firme di cittadini contrari al progetto. I fogli saranno consegnati ad Angelo Alessandri, presidente leghista della commissione Ambiente della Camera, da sempre uno dei capofila della protesta per affossare il progetto.