Un salvadanaio al bar con lobiettivo di salvare il monumento simbolo Già raccolti 300 euro Hanno aderito alla colletta i negozianti della piazza. È alta una ventina di metri e sovrasta un intero quartiere. Sta al centro di una piazza piccola e molto trafficata, intitolata a colui che portò lacqua in tutte le case di Boccadifalco, realizzando la rete idrica. Il mezzobusto del barone Turrisi fa compagnia alle fontane, dalle quali i vecchi della borgata continuano a bere. Una faccia di bronzo vicina allimmagine sacra di Santa Rosalia, qualche metro più su di un neon spento che inneggia con un "Viva" in corsivo alla patrona della città e una torre, quella dellOrologio, che sta lì dal 1800 e che adesso i residenti vogliono restaurare. Più in alto ancora, ci sono due campane sorrette da una struttura in ferro. Uninstallazione che mescola antico e moderno, fra i lumini rossi e la spazzatura raccolta lultima volta qualche giorno fa. Si sono decisi lestate scorsa. Da giugno ciascuno contribuisce con unofferta privata, e intanto si aspetta di raggiungere la cifra necessaria per far tornare allo splendore la torre. La cassa è custodita sul bancone del bar di Gioacchino e Giovanni Martorana. «Si tratta di uniniziativa libera. Chi viene a prendere un caffè, un calzone al forno, un pacchetto di gomme da masticare lascia un contributo per rimettere in sesto la torre», spiega Giovanni Martorana preparando un caffè dietro laltro. Zucchero e cucchiaino. Cassa e scontrino. A ogni consumazione aumenta limporto destinato alla Torre. Si sono già raccolti in questo modo 300 euro. «A dire il vero non li abbiamo contati - dice il titolare del bar - non abbiamo ancora aperto la cassa, ma sono convinto che lammontare sia quello, se non di più». Lidea è nata perché la torre richiede manutenzione, un intervento di recupero di cui nessuno sembra preoccuparsi. «Lultimo intervento è stato a maggio dello scorso anno - ricorda Franco Gottuso, poliziotto, da sempre residente a Boccadifalco. In vista delle elezioni, hanno transennato la Torre, rinsaldando alcune lesioni risalenti al terremoto del 2001. Da allora nessuno se ne è più interessato. Per questo abbiamo deciso di intervenire noi». Ed ecco la raccolta. Hanno già aderito tutti i commercianti della piazza. Come Antonino Anitra, lo storico fruttivendolo di Boccadifalco: settantaquattro anni, cinquanta dei quali trascorsi a rifornire di frutta e verdura gli abitanti del quartiere. «Bisogna sistemare le cose - dice - dare una ripulita generale. È pur sempre la Torre della Madonna e dellOrologio». Sulla stessa lunghezza donda è Vincenzo Calò, altro contribuente per il restauro della Torre. «Sono nato e cresciuto qui, e adesso che invecchio vorrei vedere di nuovo questa torre brillare del suo splendore iniziale». In attesa del parere della Soprintendenza e del Comune, oltre che un giudizio di stabilità da parte del Genio civile, la raccolta di fondi per la Torre della Madonnina va avanti. Radicale la soluzione proposta da Italia Nostra. «A Boccadifalco andrebbe restaurato tutto il contesto e non soltanto la Torre - dice Piero Longo - bisognerebbe dare un ordine soprattutto di carattere edilizio. Molte delle costruzioni attorno alla Torre sono abusive. Si tratta comunque di un monumento abbandonato, con una memoria e una valenza storiche per le persone che vivono nel quartiere. Porte aperte, quindi, a iniziative di questo genere. Purché avvengano nel rispetto delle norme».
SICILIA - Boccadifalco si tassa per la sua torre "Nessun altro se ne interessa"
A Boccadifalco, un quartiere di Palermo, è stata lanciata una raccolta fondi per restaurare la Torre della Madonna e dellOrologio, un monumento simbolo del quartiere. La torre, alta 20 metri, è stata trasennata dopo il terremoto del 2001 e non è stata più curata. I residenti hanno deciso di intervenire e hanno già raccolto 300 euro, con l'aiuto dei negozianti della piazza. La raccolta è stata lanciata per far tornare in sesto la torre, che richiede manutenzione. La Soprintendenza e il Comune hanno espresso il parere di procedere con il restauro, ma è necessario un giudizio di stabilità da parte del Genio civile.
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