Dove siano finiti i soldi per il restauro del castello di Moncalieri e' un mistero, tanto che il sindaco di Moncalieri Angelo Ferrero ha scritto ieri al ministro dei beni culturali Sandro Bondi. Il primo cittadino chiede conto degli stanziamenti effettuati dal governo Berlusconi per il recupero del castello Reale di piazza Baden Baden, fortemente danneggiato dal rogo dell'aprile scorso. Nella missiva si fa riferimento ai 15 milioni di euro che erano stati assicurati per il recupero del maniero dei Savoia dall'esecutivo di palazzo Chigi «e di cui adesso sostiene Ferrero non ci sono piu' notizie». La situazione e' critica: «Mi risulta che l'agenzia Argus, che si occupa di ristrutturazione di beni culturali e che aveva accantonato i fondi per il nostro castello sia stata soppressa dall'attuale governo e che contestualmente non ci siano piu' notizie dei soldi che ci erano stati promessi». Il direttore del castello, Valerio Corino, non fa mistero dei dubbi nati attorno a questi finanziamenti, ma poi precisa: «A breve ci sara' un vertice con la Regione, il Comune e la SOPRINTENDENZa. E capiremo di piu' di questa storia». Una cosa e' certa: «Finora gli unici fondi che si sono visti dice Ferrero sono quelli stanziati dalla Compagnia di San Paolo, Crt, Regione e Comune per un totale di 1,2 milioni di euro, che sono serviti servono soltanto per messa in sicurezza del maniero e per le operazioni di consolidamento del torrione. E' chiaro aggiunge il sindaco - che eravamo tranquilli davanti alle garanzie che ci erano state date, ma alla luce, delle ultime indiscrezioni, non si puo' perdere tempo». Da qui la lettera al ministro Bondi in cui si chiedono anche lumi sull'utilizzo del castello in futuro: «Anche su questo dice Ferrero bisogna darsi una mossa. Con tutto il rispetto per l'Arma dei carabinieri, che va comunque ringraziata per tutto quello che ha fatto fin qui, e' impensabile continuare a vivere nel dubbio. Il Battaglione resta o va via? Con una domanda del genere che rimane aperta credo sia complesso anche programmare il futuro del castello. E noi non vogliamo perde opportunita' storiche». Sulla stessa linea Francesco Fiumara, presidente del Consiglio comunale, particolarmente legato al castello dal Proclama di Moncalieri. Nei mesi scorsi Fiumara ha fatto un sopralluogo per verificare l'avanzamento dei lavori: «Sembrava tutto a posto. Adesso aggiunge scopriamo che i soldi del castello pare siano spariti. Cosa vuole che le dica? Che la citta' potrebbe perdere un'altra grande opportunita' in vista del 2011. Questo comporterebbe un grave danno per tutta la nostra comunita'». Subito dopo il rogo dello scorso aprile che coinvolse uno dei torrioni del maniero su cui e' in corso un'inchiesta di del procuratore Raffaele Guariniello tutti i neo parlamentari piemontesi si ritrovarono a Moncalieri. La notizia ebbe un risalto nazionale, i contributi furono stanziati: «Se non sbaglio aggiunge Fiumara si dice: passata la festa, gabbato il santo. Ho la brutta sensazione che di questo castello al governo attuale non importi assolutamente nulla. La citta' deve far sentire la propria voce».