TAVOLO TECNICO La famiglia Messeni Nemagna, proprietaria dell'immobile, ha chiesto garanzie al Governo su spese e canone d'affitto MILANO L'attesa durata quasi 17 anni rischia di subire un ulteriore ritardo. La storia del Teatro Petruzzelli di Bari dopo la tragedia dell'incendio è alle prese con un altro conflitto che ha richiesto l'intervento del ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi. Da più di dieci anni la famiglia Messeni Nemagna e le istituzioni locali sono sul piede di guerra. Caso più unico che raro nel panorama dei teatri lirici di tutto il mondo, il Teatro barese è di proprietà privata. Adesso a dirimere la vicenda sarà «un tavolo tecnico che verrà aperto a Roma per definire più rapidamente possibile» tutte le questioni relative al rapporto tra proprietà privata e parti pubbliche nella gestione e ricostruzione del teatro Petruzzelli di Bari. È questa la sostanza dell'incontro che si è tenuto ieri al ministero dei Beni culturali tra il ministro Bondi e i componenti della famiglia Messeni Nemagna, proprietaria del teatro. Secondo quanto riferito da uno dei familiari, Francesco Garibaldi, «il ministro si è fatto garante» della soluzione della vicenda. Le questioni in sospeso «saranno definite più rapidamente possibile - ha detto Garibaldi - ma senza condizionamenti di date». Il riferimento è alla prevista inaugurazione del teatro ricostruito fissata per il 6 dicembre prossimo. Benchè ricostruito, dopo oltre 17 anni, con una spesa complessiva di 43 milioni di euro erogati da Stato, Regione Puglia, Provincia e Comune di Bari, la famiglia Messeni Nemagna vuole garanzie circa il rispetto del protocollo d'intesa firmato il 21 novembre 2002, prima che il 6 dicembre l'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Zubin Metha dia il via alla prima nota che farà rivivere il Petruzzelli. Cosa prevedeva quell'accordo del 2002? Regione Puglia, Provincia e Comune di Bari siglarono un'intesa con i proprietari con cui si impegnavano a ricostruire il Teatro Petruzzelli con fondi pubblici entro il 31 dicembre 2006 e a rilevarne la gestione per quarantanni, attraverso una fondazione. Alla proprietà privata quel protocollo riconosceva un canone annuo di 516mila euro per quarantanni. I costi dell'operazione complessiva, oltre sei anni fa, furono stimati in 30 milioni di euro, ben 13 milioni meno di quanto è stato speso e ripianato poi dallo Stato. Nel 2003 viene istituita la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari. Le cose cambiano esattamente due anni fa: il Governo Prodi con decreto d'urgenza espropria il Petruzzelli che passa al Comune, retto dal sindaco di centro-sinistra Michele Emiliano. La ripresa dei lavori avviene con la nomina a commissario straordinario di Angelo Balducci (lo stesso della Fenice di Venezia). La ricostruzione riparte all'inizio del 2007. Ma la famiglia Messeni Nemagna si rivolge alla Consulta, che le dà ragione: lesproprio è illegittimo dicono i giudici perché adottato con decreto, senza che ci fossero la necessità e l'urgenza. Così la proprietà del Teatro torna alla famiglia. Adesso che è tutto pronto per la grande festa i proprietari chiedono garanzie sull'accordo del 2002: che tradotto vorrebbe dire un incasso complessivo di oltre 20 milioni di euro. Senza ulteriori pagamenti. «Che a nessuno venga in mente di chiedere alla famiglia Messeni Nemagna il rimborso delle somme (i 13 milioni in più, ndr) utilizzate per la ricostruzione», dice il legale della famiglia, Ascanio Amenduni. «Anche a costo di chiedere la sospensione dell'inaugurazione del 6 dicembre» conclude il legale. Il sindaco Emiliano invece ribadisce: «Il Teatro verrà inaugurato il 6 dicembre». Ma ai piani alti del municipio barese di Piazza Prefettura c'è chi pensa a una vendetta del centro-destra. A maggio, infatti, si vota per il rinnovo del Consiglio comunale.
Teatri. Vertice ieri con il ministro Bondi Petruzzelli di Bari, riapertura a rischio
Il Teatro Petruzzelli di Bari è di proprietà privata della famiglia Messeni Nemagna. Dopo un incendio nel 2005, il teatro è stato ricostruito con una spesa di 43 milioni di euro erogati dallo Stato, dalla Regione Puglia, dalla Provincia e dal Comune di Bari. La famiglia Messeni Nemagna ha richiesto garanzie sul rispetto del protocollo d'intesa del 2002, che prevedeva la ricostruzione del teatro con fondi pubblici e la rilevazione della gestione per quarantanni.
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