Lucrare sulle opere d'arte che sono patrimonio comune? Per il sovrintendente capitolino Umberto Broccoli non è una pratica da censurare. Anzi, piuttosto un obiettivo da perseguire. Fare cassa con i capolavori, spendersi le «star» in giro per il mondo. Che importa poi se un quadro di Tiziano torna indietro ammaccato, o non rientra per più di dieci anni. «Le opere d'arte possono essere affittate e fare reddito, altrimenti resta tutto così: non lo trovo scandaloso e si può fare dal '92». La giustificazione è che «non si può continuare a tenere tutto fermo nei magazzini». Ma a Broccoli rispondono dalla Regione e dalla Provincia. «I prestiti lucrosi non possono essere la risposta al drammatico vuoto lasciato dai tagli, 500 milioni in tre anni, inferti al bilancio dei beni culturali», chiosa l'assessora provinciale alle politiche culturali Cecilia D'Elia. E continua: «La valorizzazione del patrimonio comincia con la restituzione ai cittadini e ai turisti delle migliaia di capolavori ancora tenuti nei sotterranei dei musei e non con il loro indiscriminato prestito». La messa a reddito dell'arte e la disinvoltura con cui il governo tenta di giocare questa carta a discapito della tutela - ministro Bondi compreso - preoccupa anche Giulia Rodano, assessora alla cultura della Regione Lazio. «Il patrimonio storico-artistico va salvaguardato dalle regole del mercato. È un bene comune dello Stato e dei cittadini, la tutela è sancita tra i principi fondamentali della nostra Costituzione, nell'articolo 9. Tra l'altro, se il problema è svuotare i magazzini, vorrei ricordare al sovrintendente Broccoli che proprio nei depositi dei musei di Roma sono presenti numerose opere originarie di altre località del Lazio, che potrebbero tornare ad essere esposte nei loro luoghi di provenienza, naturalmente gratis».
BENI CULTURALI Broccoli, che bello lucrare sull'arte
Il sovrintendente capitolino Umberto Broccoli sostiene che lavorare sulle opere d'arte che sono patrimonio comune non è una pratica da censurare, ma piuttosto un obiettivo da perseguire. Secondo Broccoli, le opere d'arte possono essere affittate e fare reddito, altrimenti restano in magazzini. Tuttavia, la Regione e la Provincia si oppongono a questa idea, affermando che la valorizzazione del patrimonio comincia con la restituzione ai cittadini e ai turisti delle migliaia di capolavori ancora tenuti nei sotterranei dei musei.
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