Convegno a 50 anni dalla scoperta «Bisognava creare un'area verde», dice Salzani Archeologi, docenti universitari, studenti, studiosi, appassionati di archeologia nella prestigiosa sala riunioni di Villa Arvedi per il cinquantenario del riparo Tagliente. Il sito archeologico di Stallavena fu scoperto nel 1958 da Francesco Tagliente. «Della presenza di reperti preistorici a Stallavena», ha ricordato Alessandra Aspes, «Tagliente rese partecipe Francesco Zorzi e la sua divenne subito una collaborazione positiva con il Museo di storia naturale di Verona» «Francesco Tagliente era un gentiluomo di altri tempi, appassionato autodidatta, collaboratore entusiasta, corretto con le istituzioni e rispettoso delle persone. Il riparo Tagliante», ha concluso Alessandra Aspes, «ha costituito dal 1967 al 1980 un esempio di collaborazione e sinergia istituzionale e scientifica fra Soprintendenza, Università e Museo di storia naturale». La ricerca è poi passata ad Antonio Guerreschi dell'Università di Ferrara e continua tuttora con gli studenti dell'Università di Ferrara. Il sito, che ha segnato una tappa importante negli studi della preistoria italiana, è poco conosciuto tra i veronesi; quindi il sindaco Mauro Bellamoli, ringraziando gli organizzatori e i finanziatori della ricerca, ha proposto: «Il riparo Tagliente va valorizzato, con percorsi didattici per visite guidate degli studenti e di persone comuni». Anche la dirigente ai beni culturali della Regione Veneto, Fausta Bressani, ha ribadito «la necessità di valorizzare e divulgare il patrimonio archeologico della Regione, compreso il riparo Tagliente». Luciano Sarzani, della Soprintendenza archeologica regionale, a tal riguardo ha precisato: «A suo tempo il vincolo archeologico è stato posto solo sulla strada e sull'area a ridosso del monte. Bisognava creare un'area verde intorno al sito. La zona circostante è diventata area artigianale e industriale, fino alla recinzione». È stata tuttavia costruita una tettoia e rifatta un paio di volte la recinzione con l'intervento della Regione Veneto. «Per poter valorizzare il riparo Tagliente, in futuro», ha concluso Sarzani, «auspichiamo possano essere eseguiti alcuni interventi strutturali e possa essere stipulata una convenzione per la gestione». Di alto spessore scientifico e storico tutte le relazioni, di insigni studiosi e storici.