Pompei. Il Comune chiede una percentuale sugli introiti della vendita dei biglietti d'ingresso agli Scavi e introduce il ticket per i bus turistici. A un milione e centocinquantamila euro ammontano le spese annue sostenute dal Comune per garantire i servizi aggiuntivi ai due milioni e mezzo di turisti che visitano la città archeologica. La giunta, su richiesta dell'assessore al Turismo Giovanni Fusco, ha, così, presentato il conto al ministero per i Beni e le Attività culturali. L'assessore ai Lavori pubblici e ai Trasporti Alfonso Conforti, inoltre, per far quadrare il bilancio comunale alla voce «spese straordinarie per i flussi turistici», ha annunciato l'applicazione del pagamento del pedaggio dei bus turistici. «Tariffe e modalità - spiega l'assessore Conforti - saranno rese note a metà novembre quando entrerà in vigore il nuovo piano-parcheggi». «Non ci piace più fare la parte del parente povero», sottolinea l'assessore Fusco. «Lavoriamo costantemente, impiegando risorse umane ed economiche, per far diventare la nostra città il faro del turismo internazionale - dice il sindaco Claudio D'Alessio - Tutto questo ha dei costi che, con le nostre risorse, sono difficili da sostenere». Dal conto delle spese emerge che per i costi per l'impatto ambientale annualmente il Comune spende 650mila euro, 115mila per la video sorveglianza e la sicurezza, 80mila per ripristinare le strade usurate; i costi per l'arredo urbano e il verde pubblico ammontano a 155mila euro mentre si spendono 150mila euro per manifestazioni e spettacoli. «Per incrementare le risorse finanziarie - si legge nella richiesta inviata al ministero - sempre più limitate per la progressiva riduzione di trasferimenti da parte dello Stato e nell'ottica di raggiungimento di una maggiore autonomia finanziaria dell'ente, è importante avviarsi nella ricerca di interventi ed iniziative volte ad accrescere le entrate comunali. È proprio nel raggiungimento di tale autonomia finanziaria - giustifica il Comune - che bisogna ben valutare alcuni fattori che se da un lato possono considerarsi utili allo sviluppo della città, dall'altro rappresentano un aggravio per il bilancio comunale senza costituire beneficio per la collettività. L'enorme afflusso di turisti determina un incremento di spesa ordinaria e straordinaria per le casse comunali al fine di rendere la città ospitale, decorosa, sicura ed accogliente. Tale affluenza - spiegano al Comune - paradossalmente, anziché rendere invidiabile la condizione dell'ente, in realtà lo penalizza. Questa negatività è dovuta alla tipologia del turismo, definito "mordi e fuggi", o la mancanza di un valido rapporto tra l'ente, il santuario e la soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei che trasformano quella che potrebbe essere una fonte di ricchezza in incremento di spese per il bilancio comunale». Alla luce di queste spese «superflue» la giunta comunale ha deliberato l'avvio di un iter politico-amministrativo finalizzato alla richiesta al ministero dei Beni culturali ed ambientali, previa la sottoscrizione di un accordo-protocollo d'intesa, un contributo economico annuale a favore del comune di Pompei sulla spesa economica sostenuta, per il successivo reinvestimento in opere di riqualificazione dell'arredo urbano e per i servizi finalizzati alla materia turistica ed all'accoglienza della città di Pompei.