IL 25 GENNAIO LA CERIMONIA UFFICIALE A NOTO DEL RICONOSCIMENTO UNESCO Il mondo incorona il Val di Noto, e parte del Val Demone, patrimonio dell'umanità. L'Unesco lo contempla nella prestigiosisima World Heritage List, il direttore generale. Francesco Bandarin, lo farà di persona, nella grande cerimonia del 25 gennaio, al teatro «Vittorio Emanuele» di Noto. L'evento mondiale è stato presentato ieri mattina alla presenza dei principali protagonisti del progetto (curato dall'architetto Mariella Muti): il Sottosegretario ai Beni Culturali, Nicola Bono, l'assessore regionale Fabio Granata, l'onorevole Michele Accardo, i Sovrintendenti delle province di Siracusa, Ragusa e Catania, i sindaci degli otto comuni inglobati nel sito Web «Le città tardo-barocche del Val di Noto» (Palazzolo Acreide, Noto, Scicli, Modica, Ragusa, Militello Val di Catania, Caltagirone, Catania). Ospiti eccezionali, il 25 gennaio, Pippo Baudo, Vittorio Sgarbi, Ray Bondin, membro del comitato scientifico dell'Unesco, Marcelle Fagiolo dell'Accademia dei Lincei, Louis Godart, consulente culturale del Presidente della Repubblica, la cattedratica Tatiana Kirova e Pietro Valent-nò, che hanno redatto il piano di gestione, Francesco Bandarin, chiaramente, eppoi le massime autorità, i sindaci, il presidente della Regione, Totò Cuffaro, il ministro Stefania Prestigiacomo e il Sottosegretario alla Presidenza, Paolo Bonaiuti, (che inaugureranno l'apposizione della targa). Sarà presente inoltre anche il presidente di Assindustria, Ivanhoe Lo Bello, la cui associazione ha avuto un ruolo determinante nella realizzazione del piano di gestione del Val di Noto. Durante la cerimonia l'editore Mario Ciancio Sanfilippo presenterà il volume «La valle del barocco». «Questo importante riconoscimento - ha ammesso il Sottosegretario Nicola Bono - non è stato raggiunto facilmente. La predisposizione del dossier per l'Unesco ha richiesto tre anni di lavoro, e l'istruttoria della candidatura, avviata nel 2002, è stata lunga ed accurata, attraversando momenti di grande difficoltà. Ma è stata attuata una strategia che ha portato al successo: riconoscere priorità alla redazione del piano di gestione, la cui assenza, insieme al sovradimensionamento del sito, costituiva una delle cause della mancata approvazione». Una scommessa vinta, ipotizzata con fermezza dall'assessore Fabio Granata che guardava con ambizione e ottimismo a quel lembo di immane ricchezza che è il sud-est. L'iscrizione del sito alla World Heritage List, dice, è solo un punto di partenza. «Con l'istituzione del Distretto Culturale -ha dichiarato in conferenza - si intende emulare il formidabile processo di crescita socioeconomica di quell'area del Paese, il Nord-Est, che, partendo da condizioni di arretratezza, è riuscita a creare, in un periodo di tempo straordinariamente breve, un nuovo e vincente modello di sviluppo».