Il geologo Aru: non si edifica vicino ai fiumi CAGLIARI. In poche ore è caduto il mondo. Ma come mai capitano questi fatti, con una pioggia che tutto travolge? Eppure si sapeva di questa perturbazione... «Non esattamente: era prevista, sì, e anche intensa ma non di questa potenza, ovvero così concentrata in poche ore», spiega Angelo Aru, già professore ordinario di geopedologia all'università di Cagliari e coordinatore del progetto europeo sulla desertificazione in tutto il Mediterrano. «Il problema - precisa - è che questo tipo di piogge, chiamate convettive, a volte hanno questo andamento concentrato nel tempo e, quindi, violento, ma non è possibile conoscerlo in anticipo: è imprevedibile nella sua potenza. Di certo si sa che queste precipitazioni esistono e che, seppure in maniera casuale, avvengono». - Non si può proprio fare niente, quindi? «Si può fare moltissimo, invece. Se questa intensità non è prevedibile, lo è il modo di gestire il territorio e le opere di urbanizzazione. A Capoterra hanno edificato proprio alle falde del vicino rio. E questo non va assolutamente fatto. Nei pressi di un fiume, anche se piccolo, non si deve mai costruire». - Ma i piani urbanistici non devono tener conto anche della situazione idrogeologica e della quantità di pioggia prevedibile? «Certamente, solo che si prendono in esame le medie storiche, mentre il calcolo va fatto sulle punte, prodotte dalle precipitazioni convettive, che sono quelle più violente e che, se l'urbanizzazione è fatta male, provocano disastri». - Niente da fare, quindi? «Bisogna costruire in modo diverso. Certo, per le situazioni abitative già esistenti, bisogna cercare di ridurre il danno. Ma in tutta l'area del cagliaritano raramente si è tenuto conto di queste situazioni. A Monserrato, ad esempio, c'è Riu Mortu che, in genere, porta pochissima acqua, ma quando vi sono questo tipo di precipitazioni localizzate, è terribile perchè l'hanno quasi del tutto edificato. Lo stesso discorso vale per Pirri, dove gli scarichi naturali sono stati cementificati l'acqua assume la potenza di un cannone. Gli addetti ai lavori lo dicono da anni». - E il piano idrogeologico della Regione... «Questo prevede, finalmente, il rischio di inondazione perchè i corsi d'acqua hanno sempre bisogno di una fascia di rispetto, anche quando hanno gli argini che, di fronte a queste precipitazioni, non bastano mai. In tutti i terreni bisogna sempre fare un'analisi di suscettibilità in base ai diversi utilizzi: siano agricoli, turistici o abitativi. Altrimenti, quando avvengono questi disastri, non dobbiamo incolpare la natura, ma il nostro modo assurdo di edificare».
CAGLIARI - L'urbanizzazione causa del disastro
Il geologo Angelo Aru spiega che le piogge intense e concentrate in poche ore, chiamate convettive, sono imprevedibili e non possono essere previste con certezza. Questo tipo di piogge può causare disastri, come l'inondazione, se non si prendono in considerazione le opere di urbanizzazione e le opere di urbanizzazione non devono essere costruite vicino ai fiumi, anche se piccoli. I piani urbanistici dovrebbero tenere conto delle medie storiche delle precipitazioni, ma il calcolo deve essere fatto sulle punte, prodotte dalle precipitazioni convettive.
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