Dal nostro inviato «Cè un partito del cemento che mette a rischio la conservazione del paesaggio italiano». Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale di Pisa e presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali, è preoccupato: «Il 1 gennaio 2009 dovrà entrare in vigore il nuovo codice di tutela, frutto del lavoro di governi di colore politico diverso - spiega c'è però chi rema contro e spera di far rimandare lappuntamento o cambiare i contenuti del codice: uneventualità che per il Paese sarebbe disastrosa». Settis ha parlato ieri a Lucca, nella giornata inaugurale del Lubec (giunto alla quarta edizione, si chiude oggi), rassegna dedicata ai beni culturali, alle nuove tecnologie applicate al settore e alle loro potenzialità di sviluppo economico, organizzata da Promo Pa Fondazione. I lavori della mattinata, coordinati dal direttore del Sole 24 Ore, Ferruccio de Bortoli, a cui è stato consegnato il premio Lubec 2008 per limpegno personale e del giornale in campo culturale, ha ruotato intorno al tema della conservazione e della valorizzazione del patrimonio artistico. Lintervento più applaudito è stato proprio latto daccusa dì Settis. Per il presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, la «valorizzazione del Paese deve ripartire dal paesaggio, dal suo recupero, dalla progettualità che lo riguarda. LItalia ha una propensione a consumare il territorio molto elevata - dice -. Dagli anni 50 al 2005 abbiamo costruito sul 35-40 delle aree ancora libere e in particolare dal 1990 lindice di utilizzo è stato del 16 con punte del 40 in Liguria e del 26 in Calabria. Purtroppo di questo tema si parla poco e soprattutto tace la scuola. Il codice di tutela del paesaggio supera finalmente la divisione di competenze tra Stato e governi regionali e locali - aggiunge ma voglio sperare che possa davvero entrare in vigore». Ci sono alcuni Comuni e Regioni che punterebbero a cambiarne i contenuti. «Ho fiducia nel ministro Sandro Bondi, che in Parlamento ha difeso lo spirito bipartisan del codice conclude Settis -. Sono convinto che ci sia un rapporto organico tra beni culturali e beni ambientali, e che la loro tutela spetti allo Stato, come prevede la Costituzione». Di spirito bipartisan ha parlato anche Andrea Marcucci, membro della commissione Cultura del Senato. Cristina Rapisarda Sassoon, coordinatrice del network per lo sviluppo sostenibile di Unionacamere Lombardia, ha ricordato che in Italia il turismo culturale rappresenta quasi il 34 del settore. E sulle città darte la direttrice promozione e bilancio del ministero, Maddalena Ragni, ha sottolineato la necessità di arrivare a scelte strategiche mirate. Gaetano Scognamiglio, presidente di Promo Pa Fondazione, ha infine parlato della necessità di «un progetto nazionale per il rilancio dei centri storici». Un disegno che, a giudizio di Scognamiglio, potrebbe aiutare il rilancio delleconomia in una fase di congiuntura negativa come quella che si sta prospettando. Il presidente del Consiglio dei beni culturali: cè chi si oppone allentrata in vigore da gennaio del nuovo codice di tutela e vuote modificarlo
LUCCA. Cultura, Laffondo di Settis Pericolo cemento per il paesaggio
Il presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali, Salvatore Settis, ha espresso preoccupazione per l'entrata in vigore del nuovo codice di tutela del paesaggio il 1 gennaio 2009. Settis ha sottolineato l'importanza della valorizzazione del paesaggio e del suo recupero per la conservazione del patrimonio artistico italiano. Ha anche espresso fiducia nel ministro Sandro Bondi, che ha difeso lo spirito bipartisan del codice. Settis ha anche parlato della necessità di un progetto nazionale per il rilancio dei centri storici e ha sottolineato il rapporto tra beni culturali e ambientali. Alcuni Comuni e Regioni hanno espresso opposizione all'entrata in vigore del codice e vogliono modificarlo.
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