"La scelta di coprire il restauro della Ghirlandina con un'opera dell'artista Mimmo Paladino ci è parsa culturalmente ambiziosa, migliore rispetto a una copertura pubblicitaria o a una riproduzione della Ghirlandina stessa. Per quanto riguarda la possibilità di tagliare il telo e venderne i pezzi ai modenesi, la valuteremo quando si chiuderà il cantiere, tra un anno e mezzo circa". Lo ha detto l'assessore alla cultura Mario Lugli rispondendo all'interrogazione del consigliere Pl Sergio Celloni e all'interpellanza di Antonio Maienza (Popolari per il centrosinistra). Il consigliere Celloni aveva citato il caso di Venezia dove alcuni ponteggi in piazza San Marco sono coperti da cartelloni pubblicitari. "La scelta veneziana - ha commentato l'assessore - ha una natura venale, come dichiarato dagli stessi amministratori... E' un'operazione che ha attratto l'interesse dei cittadini sul restauro della Ghirlandina, un'operazione non semplice, importante, con dei rischi, ma credo in sintonia con la volontà della città: accettare le sfide dell'arte contemporanea. Inoltre, lo sguardo lungo ha dato ragione a questa opera, che oggi, o non dispiace o piace". Dante Mazzi (FI) ha commentato ironicamente: "Servirà un meccanismo anti contraffazioni: questi quadretti sono facilmente imitabili. In parte sono tutti bianchi, o grigi per lo smog".