Nel progetto che segue cerco di individuare i settori principali sui quali è possibile intervenire. Le associazioni culturali. Rivedere il sistema contributivo alle associazioni, che tuteli una equa distribuzione delle risorse, nel rispetto sia dei grandi sia dei piccoli, e tuteli anche le attività di nicchia più avanzate. Dovrebbe essere basato sull'introduzione di nuovi parametri che premino, ad esempio, la capacità di mettersi in rete con altre associazioni, la capacità di reperire personale di volontariato, di marketing, di sponsorizzazioni private, l'equilibrata valutazione tra quantità e qualità. Un capitolo a parte è la valutazione del sostegno agli Enti Locali di finanziamenti e contributi sulle iniziative e sui progetti di ampio respiro, che l'Associazionismo da solo non potrebbe mai sostenere. Cultura giovanile . Va analizzata e sostenuta in modo molto più serio. Oltre la rete esistente dei centri giovanili, bisogna sostenere spazi di aggregazione e di proposta, auto-gestiti in maniera collettiva dai ragazzi stessi, senza l'intervento degli adulti o di terzi. Volontariato e "professionalizzazione". La figura del volontario va formata attraverso corsi professionali o di specializzazione. Va esteso l'intervento formativo rivolto al settore del marketing e del fund raising degli operatori culturali. E' possibile fare cultura senza l'intervento asfissiante e deviante dell'ente pubblico, come? Attraverso operazioni di marketing che rendano possibile agli operatori culturali di "piazzare il proprio prodotto, la propria proposta di cultura" sul mercato dei sostenitori. Ma prima bisogna che il sostegno alla cultura diventi un atteggiamento culturale del cittadino privato e dell'imprenditore del nostro territorio: radicare questo messaggio è realizzabile solo attraverso l'attivazione di strette collaborazioni con il mondo dell'economia (corsi, incontri, progetti sperimentali) dove gli obiettivi di marketing, legati all'immediato riscontro di ritorno di immagine, incontrino un concetto di missione e impegno civile che venga vissuto come un dovere da parte dei privati a sostenere la vita pubblica culturale. Inoltre, è un dovere dell'ente pubblico formulare proposte di legge che prevedano incentivazioni fiscali alle imprese che si impegnano. Musei in rete. Oggi esiste un portale che dà spazio a ciascuna entità culturale attraverso la messa in rete di schede monografiche e corredi fotografici. Questo però è solo un primo passo per creare una rete di musei e attività che favoriscano e incentivino le visite anche ai musei di periferia, dando coesione ai singoli interventi. Di fondamentale importanza è riattivare legami concreti tra centri museali provinciali e quelli del capoluogo: creare una Museum Card che permetta percorsi di visita differenziati con un unico biglietto. Musei in Rete significa soprattutto offrire strumenti comuni di gestione: lo scambio di servizi e informazioni dal centro alle periferie e viceversa, l'individuazione di una immagine unica e coordinata, la gestione delle collezioni museali, l'accesso ai servizi promozionali, e ancora la creazione di un sistema comune per il coordinamento di contenuti e cataloghi. La creazione insomma di un Sistema Museale Provinciale vero e proprio e non solo di facciata. Sarà d'obbligo per la prossima legislatura prevedere il coinvolgimento di tutti i gruppi linguistici nella direzione e nella gestione dei siti museali consentendo in questo modo una diretta partecipazione anche al gruppo linguistico italiano che è praticamente escluso. Turismo culturale. La presenza di patrimoni naturalistici, di parchi naturali e aree protette, lo stretto connubio uomohabitat caratterizzano sia la vita dell'ospite che della comunità ospitante e sono motivo di attrazione turistica. Le attività culturali - legate sia alle tradizioni che alla contemporaneità - possono incentivare l'attenzione di una audience internazionale e diventare ulteriore motivo di turismo: Alto Adige Doc non solo per natura e ambiente ma anche per una offerta culturale che guarda al passato e al presente. Nel programma del Comune di Bolzano è previsto Bolzano, capitale europea della cultura. Vanno attivati progetti di promozione dell'Alto Adige come area eco-culturale per potenziarne la dimensione globale e adempiere agli obiettivi che promuove la stessa Comunità Europea. Occorre promuovere su tutto il territorio, in collaborazione con le comunità e associazioni locali, che in questo modo possono diventare bacini di nuove utenze lavorative, tour tematici legati alla storia e alle tradizioni e all'eno-gastronomia, al nuovo artigianato, all'architettura contemporanea che in Alto Adige si distingue per qualità e innovazione e per eco-compatibilità, festival ed eventi di calibro internazionali capaci di coniugare la produzione artistica locale con quella internazionale, produzioni e co-produzioni in tutti i settori artistici che possano poi portare nel mondo il marchio Alto Adige. Il tutto individuando per ogni comunità un'idea-vocazione insita nel territorio. Ardelio Michielli Sinistra dell'Alto Adige Linke Für Südtirol