CAGLIARI. La tragedia di Capoterra ha convinto la politica regionale che non poteva più limitarsi a litigare sulla riforma urbanistica ma che doveva passare dalle parole ai fatti. E così la maggioranza di Centrosinistra ha ripreso a dialogare e si è presa alcuni giorni di tempo. Un'intesa sembra già trovata: il vincolo sui 300 metri dal mare sarà di nuovo esplicitato e forse sarà portato a 500 metri. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, la svolta nel Centrosinistra si è avuta ieri. Con la Sardegna in lutto per le vittime del nubifragio, il Consiglio regionale ha ripreso ieri a discutere della nuova legge urbanistica e lo ha fatto anche con la convinzione che si debbano mettere regole più severe nel governo del territorio. La giunta di Renato Soru, data la spaccatura a metà della sua maggioranza, ha rinunciato a proporre il ritorno del testo in commissione per evitare una conta politicamente molto pericolosa e ha deciso di affidare all'assessore competenze, Gian Valerio Sanna, la mediazione tra i gruppi. Al termine della seduta consiliare, il Centrosinistra si è riunito con Sanna (c'erano i capigruppo e i membri della commissione Urbanistica) e ha fatto alcuni passi in avanti, anche se restano alcune tensioni, pure forti. Sui punti di maggior attrito Sanna porterà, al vertice di martedì, alcune correzioni. Una novità importante e significativa è quella sui vincoli nella fascia costiera. Dopo l'allarme lanciato nei giorni scorsi, dall'associazione ecologista Gruppo di intervento giuridico, per l'abrogazione della legge del 1993 (che tutelava integralmente la costa nella fascia dei 300 metri dal mare, ieri Rifondazione comunista, con il capogruppo Luciano Uras, ha rilanciato la questione in aula (ne aveva però già parlato nei suoi documenti), ma è stata sorpassata dai rivali di Sinistra democratica che, con la capogruppo Paola Lanzi, ha proposto di ritornare al testo del 1989, quello di Luigi Cogodi (oggi in Rifondazione), che prevedeva un vincolo di inedificabilità di 500 metri. Sfidato dalla Lanzi, che aveva posto al Pd l'interrogativo sulla «fiducia nella maggioranza», il capogruppo Antonio Biancu ha dovuto rispondere, sempre in aula, che «il Centrosinistra c'è» e che, pertanto, la discussione può proseguire in aula (come chiedeva Sd) anziché tornare in commissione (come chiedeva la metà del Pd che sta con Soru e Biancu e come chiedeva Rifondazione). La questione del vincolo costiero ha un grande significato politico e può ridare slanco alla stessa coalizione. E' vero che l'abrogazione della legge del 1993 non avrebbe aperto una falla in quanto la fascia dei 300 metri è comunque tutelata dal Codice Urbani (anche se non in modo rigorosissimo), ma anche vero che una modifica della legislazione nazionale avrebbe fatto correre rischi anche alle coste sarde. Da qui l'accordo ormai unanime di rimettere nella riforma urbanistica il vincolo regionale sui 300 metri dal mare. E nel vertice di ieri sera, alla Lanzi che ha rilanciato la proposta, c'è stato, oltre che quello del Pd, anche il «sì», inevitabile, di Rifondazione. E l'assessore Sanna ha detto: «Se la maggioranza è d'accordo la giunta non è contraria». Restano invece molti contrasti nella maggioranza, contrasti non eliminati dal vertice di ieri, sul punto più difficile: chi approva il Piano paesaggistico regionale, cioé il vero strumento di governo del territorio? La giunta (pare che su questo punto Soru sia rigidissimo) chiede che venga confermato il testo della commissione, quello che è all'esame dell'aula consiliare: il potere di approvazione resti all'organo esecutivo. Ma su questo punto la maggioranza era ed è spaccata, perché metà Pd, Sd e socialisti dicono che il Ppr è uno strumento di pianificazione per cui il varo definitivo spetta al Consiglio, come recita, per gli atti di grande programmazione, la legge statutaria. La giunta controreplica dicendo: è vero, ma la legge statutaria dice anche che una legge può assegnare la competenza all'esecutivo. La divergenza è strettamente politica, oltre che istituzionale, tanto che su questo punto si è schierato anche il presidente del Consiglio regionale, Giacomo Spissu. Ed è su questo punto che si inserisce la questione del vincolo dei 300 o dei 500 metri dal mare. Chi teme lo strapotere della giunta («una maggioranza di Centrodestra può decidere di fare scempi se si assegna all'esecutivo tutto il potere», è stato detto ieri) può pensare di limitare i rischi proprio con i vincoli rigidi nelle zone più delicate e appetibili. Da qui, probabilmente, partirà il lavoro di mediazione di Sanna, che martedì dovrà portare agli alleati un testo in grado di mettere tutti d'accordo. Non sarà facile, ma, studiando alcune procedure nell'iter finale del Ppr, è possibile. Il dibattito in aula, a parte i passi in avanti sul vincolo dei 300 metri e sulla compettezza della maggioranza, non ha riservato sorprese. Il capogruppo di Forza Italia, Giorgio La Spisa, aveva già parlato nella precedente seduta e il ruolo di attacco, per l'opposizione, è stato svolto ier da Pierpaolo Vargiu (Riformatori), Giuseppe Atzeri (Psd'Az), Ignazio Artizzu (An) e Franco Ignazio Cuccu (Udc), che hanno duramente messo sotto accusa il ruolo preponderante di Soru, denunciando «centralismo», «dirigismo», «leggi trasformate in bolle medievali del governatore». I rappresentanti della minoranza hanno insistito anche su un altro punto: la legge non torni in commissione. Una presa di posizione che ha fatto riflettere la maggioranza, perché senza l'accordo del Centrodestra sarebbe inutile immaginare di fare, in commissione, un lavoro in grado di portare a una riforma più condivisa. Per il Centrosinistra, oltre ad Antonio Biancu e Paola Lanzi, ha parlato Luciano Uras, il quale si è scagliato contro un'ipotesi di accordi al ribasso: «I fatti di Capoterra ci dicono che bisogna assolutamente mettere norme ancora più rigide, non voteremo una legge qualsiasi».
SARDEGNA URBANISTICA- Torna il vincolo dei 300 metri e forse sale a 500
La tragedia di Capoterra ha convinto la politica regionale a riprendere il dialogo e a passare dalle parole ai fatti. La maggioranza di Centrosinistra ha ripreso a discutere della nuova legge urbanistica e ha trovato un'intesa su un vincolo più rigido per la fascia costiera. Il vincolo sui 300 metri dal mare sarà di nuovo esplicitato e forse sarà portato a 500 metri. La giunta di Renato Soru ha rinunciato a proporre il ritorno del testo in commissione per evitare una conta politicamente pericolosa e ha affidato la mediazione tra i gruppi all'assessore Gian Valerio Sanna.
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