Nella lettera l'assessore espone il lodevole progetto di riqualificazione di alcune zone di Livorno con l'inserimento di opere d'arte, invitando il Maestro a prendere visione dei luoghi. I pro memoria del 281207 documentano il nostro primo sopralluogo a Livorno (che mi ricordo anche per la cortesissima accoglienza). Trovo poi nella cartella le foto e le planimetrie delle piazze Guerrazzi, Goldoni e della Stazione, inviateci in seguito il 17108. Ma per studiare seriamente i progetti servirà un altro sopralluogo. Infatti la cartella contiene gli appunti di quella ulteriore visita nelle tre piazze, avvenuta questa volta con alcuni tecnici del Comune. Quello che cronologicamente segue non si trova nella cartella, e non sono certo cose che sarò tentata di buttare: i progetti che Pietro, ignorando la cattiva salute, ha approntato con generoso entusiasmo e immutata creatività. Per piazza Goldoni aveva proposto una bellissima fontana bassa, di pianta circolare, per piazza Guerrazzi una Ara Pacis in marmo, già realizzata e da ambientare nel contesto, mentre per la piazza della Stazione aveva pensato ad una nave mitica che accogliesse i viaggiatori nella città di mare, una nave che immaginava sorgere come da uno scavo archeologico. I successivi appunti testimoniano la visita di una delegazione del Comune di Livoro per visionare i progetti a Fivizzano. Vedo documentata, e ricordo, una seconda visita della stessa delegazione a Pietrasanta per valutare l'Ara Pacis: incontri cordiali ai quali si attribuiva un esito prossimo. Molte telefonate sono intercorse in seguito, in aprile ci si annunciava l'arrivo prossimo di un bando di concorso per le tre piazze, un cambiamento di procedura quindi. Ma non è mai arrivato. Così qualche settimana dopo la morte di mio marito, avvenuta a maggio, chiedendo notizie all'assessore, ho saputo che ci si orientava per la realizzazione della fontana in piazza Goldoni. Bene. Insieme anche agli assistenti di Pietro attendevamo con fiducia il via. Molto casualmente, apprendo che Il Tirreno, tempo fa, ha dato notizia che il progetto delle sculture è stato abbandonato per mancanza di fondi, spesi invece per dei parcheggi. Non voglio commentare il fatto che anziché una splendida fontana di un noto artista contemporaneo si preferisca lasciare ai posteri qualche posto macchina in più, privando i cittadini di un bene indiscutibilmente maggiore. Voglio invece far comprendere il mio disagio a chiunque legga questa ingloriosa storia. A questo punto qualcuno chiederà: ma la cartella contiene un impegno più formale da parte del Comune? No. Ma non è ugualmente una storia desolante? Mentre scrivo mi sto convincendo che conserverò la cartella Livorno, anche perché la sovrintendente del Museo Nazionale, che si è proposto di accogliere l'archivio Pietro Cascella, mi ha esortata a consegnare possibilmente tutto ciò che può documentare il suo lavoro. Questo mio commento sull'esito delle nostre fatiche va al Tirreno, perché solo attraverso questo giornale è arrivata la notizia che altri mi dovevano. Cordelia von den Steinen Cascella
LIVORNO - La vedova Cascella: che brutta fine per le statue di mio marito
L'assessore di Livorno invita il Maestro a visitare alcune zone della città con opere d'arte. Il Maestro visita le piazze Guerrazzi, Goldoni e della Stazione, ma per studiare seriamente i progetti serve un altro sopralluogo. Il Maestro propone opere d'arte per le tre piazze, tra cui una fontana per la piazza Goldoni, un'ara pacis per la piazza Guerrazzi e una nave mitica per la piazza della Stazione. La delegazione del Comune di Livorno visita i progetti a Fivizzano e Pietrasanta, ma non si arriva a un esito positivo.
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