Via al tavolo tecnico: "Nessun vincolo di data" Soddisfatta la famiglia: "Non si può lavorare sotto lassillo di un termine" Ci sarà un tavolo tecnico, ma la riapertura potrebbe slittare. Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, avvia il percorso per sciogliere i nodi legati alla ricostruzione e alla futura gestione del Teatro Petruzzelli. I tempi, non necessariamente brevi, potrebbero mettere in discussione linaugurazione già fissata per il 6 dicembre. Con Comune, Provincia, Regione e fondazione lirico-sinfonica, che dovranno cercare la soluzione definitiva insieme con la proprietà privata e lo stesso ministro, è concreto il rischio di un rinvio. Bondi riceve i Messeni Nemagna e i loro legali nella sede del ministero. Alla fine dellincontro, durato poco più di due ore, ne accoglie le richieste. A questo punto lobiettivo diventa quello di ricondurre i lavori effettuati dal commissario straordinario, Angelo Balducci, nominato dopo lesproprio, nei confini del protocollo dintesa sottoscritto a Roma il 21 novembre 2002. Di qui, la decisione di avviare un tavolo tecnico - viene spiegato nella nota diffusa dal ministero - coordinato dal ministro, con la presenza anche dei rappresentanti degli enti territoriali e della fondazione lirico-sinfonica, con lobiettivo di affrontare e risolvere nel più breve tempo possibile tutti i problemi ancora aperti». Bondi assicura ai proprietari che, se necessario, promuoverà «unapposita iniziativa normativa che scaturisca dal lavoro collegiale della commissione». In ogni caso, precisa il ministro, «la ricerca di tali soluzioni non può essere vincolata da date prefissate, vista la necessità di approfondire le complesse questioni con il dovuto scrupolo, attenzione e serenità». La prima riunione del tavolo tecnico dovrebbe tenersi fra una decina di giorni. I Messeni Nemagna esultano. «È stato riconosciuto - dice lavvocato Ascanio Amenduni, legale del 75 per cento della proprietà - che il protocollo dintesa del 2002 è il pilastro su cui dovrà poggiare il Petruzzelli del futuro. Bisogna ricondurre tutto nei confini di quellaccordo e rimediare in fretta ai guasti dellesproprio. Da quel momento in poi, infatti, i lavori sono andati avanti a ruota libera. È quindi necessario ripristinare la situazione preesistente, per evitare contenziosi. È necessaria unopera di ortopedia». Lavvocato Amenduni non si sbilancia sulla data di riapertura del teatro. «Vorrei - dice - che ci si svincolasse dalle scadenze. Non so se sarà possibile definire tutte le questioni entro il 6 dicembre. Di certo, per quanto ci riguarda, la festa potrà cominciare soltanto dopo che tutti i nodi saranno stati sciolti. Non potrà esserci il semaforo verde fino a quando i guasti creati dallesproprio non saranno stati riparati». Il legale del 75 per cento della proprietà manda un messaggio anche al sindaco Michele Emiliano. «Sta svolgendo un ruolo comunque importante per la riapertura - osserva - ma a questo punto è necessario smarcarsi dallassillo della data. Bisogna verificare insieme con i tecnici, magari della Sovrintendenza, la corrispondenza dei lavori al progetto originario, e superare le eventuali difformità. Per quanto ci riguarda, poi, deve essere garantito ai proprietari che in alcun modo sarà chiesto loro un rimborso spese per i 13 milioni in più spesi per lavori decisi dal commissario straordinario. Prima si conclude questo percorso e prima si potrà far festa tutti insieme». Anche Francesco Garibaldi, figlio di Vittoria Messeni Nemagna, è soddisfatto. «Il ministro - fa sapere alla fine della riunione - si è fatto garante della soluzione della vicenda. Le questioni in sospeso saranno definite più rapidamente possibili, ma senza condizionamenti di date». Alla scadenza del 6 dicembre continua a guardare con fiducia il sindacato. Antonio Fuiano, segretario regionale della Flc Cgil, plaude alla decisione del ministro dei Beni culturali, ma mette in guardia da eventuali rinvii. «Quella del ministero - dice - è una grande operazione perché viene istituito un tavolo tecnico nel quale entrerà a pieno titolo anche la fondazione lirico-sinfonica, che poi è il soggetto che dovrà riaprire e gestire il teatro. La riapertura non deve però slittare. Avere un teatro finalmente ricostruito e lasciarlo chiuso, in attesa di un accordo che è nellordine delle cose, sarebbe un delitto».
BARI - Petruzzelli, gelata dal ministro a rischio lapertura del 6 dicembre
Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, ha avviato il percorso per sciogliere i nodi legati alla ricostruzione e alla futura gestione del Teatro Petruzzelli. Il teatro, chiuso dal 2011, dovrebbe riaprire il 6 dicembre, ma la riapertura potrebbe slittare a causa dei problemi ancora aperti. Il ministro ha ricevuto i Messeni Nemagna e i loro legali nella sede del ministero e ha accogliere le loro richieste. È stato deciso di avviare un tavolo tecnico, coordinato dal ministro, con la presenza anche dei rappresentanti degli enti territoriali e della fondazione lirico-sinfonica, per affrontare e risolvere i problemi ancora aperti.
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