Gli studiosi saranno accompagnati a Villa San Marco e Villa Arianna Stabiae rivive uscendo dalle carte darchivio, prende forma sotto gli occhi dei visitatori che hanno avuto incontri meno ravvicinati con la sorella minore di Pompei ed Ercolano. In attesa di Berlusconi a Pompei, la cui visita è prevista per martedì, si parla di Stabiae, del futuro Parco archeologico e del museo nella Reggia di Quisisana, nel primo workshop nazionale sul patrimonio del sito archeologico vesuviano. Lappuntamento prelude a una nuova discussione sulla collaborazione pubblico-privato nella gestione dei beni culturali, ed è riservato ad archeologi e storici ma aperto anche ai normali visitatori: "Storia delle ricerche archeologiche a Stabia dal ï700 a oggi". Dopo il convegno "Stabiae, storia e architettura" del marzo 2000 per il 250 esimo anniversario degli scavi borbonici, si torna a parlare del progetto tutela e valorizzazione delle ville della collina di Varano, già da allora ipotizzato attraverso la creazione del parco archeologico dellAntica Stabiae. La fondazione Restoring Ancient Stabiae, che ha questa priorità nella sua mission, contribuisce da qualche anno a dare una mano alla Soprintendenza nel sottolineare e divulgare limportanza della terza città sepolta dalleruzione pliniana ("In Stabiano" e "Otium Ludens" sono le due mostre promosse dalla fondazione stabiese in due diverse circostanze: la prima ha girato gli Stati Uniti per quattro anni, la seconda che ha fatto tappa a San Pietroburgo e a Hong Kong, è stata posta dal Times al quarto posto tra gli eventi culturali del 2007). Domani gli studiosi dei Dipartimenti di archeologia delle università italiane saranno accompagnati dalla direttrice dellarea archeologica, Giovanna Bonifacio, in visita alle due sussistenze più consistenti degli scavi stabiani, Villa San Marco e Villa Arianna sulla collina di Varano: verrà illustrato - anticipa il soprintendente Guzzo - il piano di lavoro dellUniversità del Maryland, da anni allopera nel sito, e il masterplan che ha portato recentemente alla luce limpianto irriguo e il reticolato delle aiuole del giardino di Villa Arianna. Si vedranno anche per la prima volta i resti di portici, colonne (un portico in cui sono state ritrovate colonne tortili che anticipano le medioevali) raccolte già nel testo di De Ruggiero del 1889. Ed ancora gli scavi allingresso di Villa San Marco che hanno rimesso in luce la strada già vista da Weber nel 1749. «Finora si conoscevano solo da carte darchivio - spiega Guzzo - Abbiamo pensato di mostrarle per dare anche consistenza visiva alla nostra collaborazione con la fondazione Ras, che va avanti da anni per il vantaggio generale della città di Castellammare di Stabia». Il workshop, promosso da ministero, Regione e Comune, presieduto dal soprintendente Pietro Giovanni Guzzo e dal Direttore generale per i Beni archeologici del ministero, Stefano De Caro, si terrà allIstituto Internazionale Vesuviano per lArcheologia e le Scienze umane (in via Salario, 2 a Castellammare di Stabia, infovesuvianinstitute. org). Lapertura alle 9, dopo il saluto del sindaco, lapertura dei lavori con un intervento di De Caro su "Stabiae renatae: gli scavi di Libero DOrsi", che ricorda il più insigne archeologo del sito, e uno di Guzzo sulla storia degli scavi. Alle 11.30 la relazione su ricerche e nuovi progetti per il recupero di pitture e stucchi a cura di Hèlene Eristov e Nicole Blanc (Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi). Infine lo stato dellarte e il futuro del Parco Archeologico di Stabiae del professore della Southwestern University di Georgetown Thomas Noble Howe (coordinatore scientifico della fondazione Ras).