Nato dieci anni fa su modello degli Amici Louvre. Dentro anche le fondazioni bancarie A Firenze si guarda a Parigi. Non c'entrano i Me dici alla corte di Francia, questa volta. C'entra invece la possibilità di accrescere le risorse a disposizione degli Uffìzi. I grandi musei del mondo sono infatti dei formidabili volani economici, oltre che dei giganteschi scrigni di tesori. Metropolitan, Prado, Kunsthistorisches svolgono egregiamente la funzione di biglietto da visita di una città e di un'intera nazione per le opere che contengono e per il loro stesso peso istituzionale. Ma sono anche lo specchio delle possibilità offerte all'impresa culturale. In poche parole devono "vivere", con continue nuove acquisizioni, con iniziative che attraggano risorse e attenzione, con la capacità di "sfondare" con i media e con gli sponsor. Ad aiutare i musei più celebri ci sono spesso potentissime associazioni indipendenti, sul modello della Société des Amis du Louvre, nata nel 1897. Gli "Amici", con le quote associative e le attività di lobbying snl mondo politico ed economico perseguono in primo luogo lo scopo di trovare risorse per comprare Oppure per il restauro di pezzi noti o meno noti. Gli Amis du Louvre, tanto per fare un esempio, sono una corazzata con 70 mila soci iscritti, e un budget medio a disposizione per acquisizioni pari a circa 3 milioni di euro all'anno. Nel corso della sua più che secolare storia ha donato al museo seicento opere, spesso importantissime, co me il Bagno Turco di Ingres o il diadema dell'imperatrice Eugenia. «Noi esistiamo invece da dieci anni e abbiamo anche soci. Ma abbiamo già fatto molto e molto altro vogliamo fare. A cominciare da un futuro gemellaggio proprio con gli Amici del Louvre». Maria Vittoria Rimbotti, presidente dell'associazione Amici degli Uffìzi, deve lavorare per aumentare la «capacità di fuoco» del sodalizio che appoggia il principale museo italiano. Che nella sua breve storia ha comunque mobilitato 2 milioni di euro per restauri ed è riuscita ad accrescere il patrimonio di opere del corridoio Vasariano. «Siamo nati subito dopo la bomba ai Georgofili. Una risposta del mondo civile contro la barbarie. Ma anche un invito a fare degli Uffìzi un'officina della cultura - racconta Maria Vittoria Rimbotti - Non a caso uno dei restauri più importanti è stato la tela di Gherardo delle Notti quasi distrutta nell'attentato. E ora un "memen-to" alla follia, con le sue lacerazioni. Ma abbiamo anche potuto donare gli autoritratti di Igor Mitoraj e Mimmo Paladino, realizzati su nostra richiesta». La combattiva presidente ha alcuni amici, come le fondazioni bancarie (in questo caso l'Ente Cassa di risparmio): «Non si sottolinea mai abbastanza l'importanza delle Fondazioni per il patrimonio culturale». E alcuni nemici, come l'Iva: «Non cresceremo mai a sufficienza senza un'adeguata detassazione. Con i nostri sponsor giapponesi di Kyoto mi sono trovata in imbarazzo. Un restauro da 50 m ila euro veniva a costarne 60 mila. Come glielo spiegavo che un dono, in Italia, viene tassato? Abbiamo offerte di sponsorizzazione da tutto il mondo. Ma siamo fortemente penalizzati da questa disattenzione dello Stato».