Potrebbe provocare il pensionamento anticipato di "3-4 mila dipendenti" al ministero dei Beni Culturali l'applicazione della legge 133, con la circolare applicativa inviata ai ministeri dal ministro della funzione pubblica Renato Brunetta. Lo denuncia la Uil Beni Culturali, che lancia un appello al ministro Sandro Bondi e sottolinea che l'applicazione in particolare della possibilita' dell'amministrazione di risolvere unilateralmente i rapporti con i dipendenti che abbiano raggiunto i 40 anni di contributi avrebbe forti ripercussioni sul funzionamento del ministero, dove lavorano circa 24 mila dipendenti. "L' applicazione di questa norma al personale inquadrato nelle aree funzionali - avverte il sindacato - secondo una prima proiezione riguarderebbe un numero variabile tra le 3 e le 4mila unita' che significherebbe la chiusura anticipata del Mibac (musei, aree archeologiche, complessi monumentali, archivi e biblioteche) poiche' tra i lavoratori piu' coinvolti ci sono quelli dell'area della Vigilanza, ma anche della tutela, restauro, conservazione e manutenzione". Molti anche i dirigenti 'pensionabili'. Tra i nomi citati dalla Uil, quello del soprintendente speciale del polo museale di Napoli Nicola Spinosa, del capo della soprintendenza speciale di Napoli e Pompei Piero Giovanni Guzzo. "Il problema vero - dice Cerasoli - riguarda il personale nelle aree professionali, poiche' oltre ai futuri 500 nuovi assunti, quando lo saranno, ad oggi i posti non ci sono, e' del tutto evidente che o si avvia nell'immediato prossimo futuro una politica di nuove assunzioni o non resta che chiudere il Mibac. Per questo abbiamo chiesto al Ministro Bondi di capire quali sono le sue intenzioni e soprattutto se intende salvaguardare l'efficienza e la funzionalita' del Mibac, attraverso una applicazione differenziata della norma dei 40 anni di anzianita' contributiva, prima ancora dell'effetto nefasto dei tagli previsti per il triennio 20092011".