Di certo non sono proprio un granchè. Il faccione del modello che indosso lultimo paio di occhiali alla moda oppure il simbolo di una nota casa automobilistica che si staglia da una facciata di uno storico palazzo. Insomma, non proprio un bel vedere, ma sarebbe peggio che quegli edifici cadessero a pezzi con macigni che da un momento per laltro potrebbero rotolare in calle o ancor peggio, sulla testa di qualcuno? Ecco le sponsorizzazioni: quando ci sono e sono usiamo un eufemismo - almeno modeste nelle immagini, anche se gigantesche al vedersi, servono proprio a questo. A racimolare soldi per interventi di emergenza nellambito dei casi di pubblica incolumità. Lo ha fatto capire, senza mezzi termini, la soprintendente ai Beni Ai Beni artistici e architettonici di Venezia, Renata Codello che in questo modo ha risposto alle critiche. Insomma, in tempi di vacche magre bisogna fare anche qualche compromesso. Basti vedere le reclame sui palazzi storici di Firenze e di Milano. Punto e basta. Ed proprio su questa delicata questione che la responsabile dellUfficio periferico del Ministero per i Beni Culturali è intervenuta per "difendere" le iniziative di "sponsorizzazione" con le discusse gigantografie pubblicitarie sui palazzi veneziani. Lo ha fatto durante il convegno organizzato dalla Provincia e dallassociaizione "Venezia Civiltà Anfibia" intitolato "Venezia tra pubblicità e restauro: analisi e proposte per una sponsorizzazione compatibile» al quale hanno partecipato lassessore provinciale alla Cultura, Nicola Funari, il capo di gabinetto del sindaco a Ca Farsetti, Maurizio Calligaro, il docente e restauratore Cesare Feiffer, il legale Jacopo Molina, gli storici Wolfgang Wolters e Alvise Zorzi, Monica De Cortà Fumei per i Musei Civici e Nelli Elena Vanzan Marchini, presidente di "Venezia Civiltà anfibia". «Si tratta di gestire lemergenza ha detto Codello - e ci siamo avvalsi delle possibilità offerte dal Codice dei Beni culturali facendo ben attenzione al rispetto del luogo. Posso dire con tranquillità che finora abbiamo bocciato il 70 per cento delle proposte di sponsorship che ci sono state presentate perchè non confacenti al decoro del luogo. Una politica ben diversa da Milano e Firenze dove i palazzi storici sono "coperti" dalle pubblicità». E alla «difesa critica» delle gigantografie pubblicitarie ha fatto eco Maurizio Calligaro che ha ricordato come, al di là di uno stretto controllo sul tipo di pubblicità offerta dallinserzionista per i restauri di un immobile storico, il Comune grazie a questa politica ha potuto incassare per iniziative di conservazione artistica quasi sei milioni di euro. «Finanziamenti importantissimi per iniziative urgenti - ha detto .- che vanno, sia pure in misura ridotta, a coprire lassenza di fondi non solo dallo Stato, ma anche previsti dalla Legge Speciale». E a questo proposito Calligaro ha ricordato che a fronte dei 728 milioni di euro della legge Speciale per Venezia nel trienno 1997-99, il budget è via via diminuito fino a toccare i 48 milioni del triennio 2006-08».