«I Comitati privati? Sono grandi sconosciuti. Già, anche perchè quando i nostri restauri vengono portati a termine, tutti esprimono elogi verso lUnesco. Certo, è pur vero che operiamo sotto legida dellOnu, ma ogni tanto ci piacerebbe che ci si ri cordasse di noi. Basterebbe solo una buona parola...». Alvise Zorzi si leva un sassolino sulla scarpa. Per carità, nessun spirito polemico, ma solo la volontà di ribadire limpegno del mecenatismo internazionale per la salvaguardia di Venezia. Venerdì, prima in seduta privata e poi pubblica, nella sede dellUnesco, Castello 4930, si terrà la 36. riunione annuale dei Comitati. Lo storico e scrittore veneziano è il presidente delle organizzazioni internazionali che si occupano di tutelare a città. Una "lobby" in senso anglosassone disposta a tutto pur di difendere Venezia, di mantenerla viva consolidando, monumenti, testimonianze darte e realtà sociale. Professor Zorzi, nelle sue parole cè un po di rammarico, ma come insegna la storia, i Comitati vanno avanti per la propria strada con un unico obiettivo: preservare Venezia. «E pensare che allestero siamo molto conosciuti... Ma è il risultato quello che più ci interessa: abbiamo restaurato tutta Venezia e non sempre qualcuno ci ha detto grazie. In questi anni non abbiamo mica dato pochi soldi? Facendo un rapido calcolo, pensiamo di aver distribuito in città quasi 50 milioni di euro destinati a ben 1500 interventidi vario genere. Con questi finanziamenti abbiamo restituito agli antichi splendori importanti monumenti storici, ma anche opere darte. Lelenco sarebbe troppo lungo, ma i beni storici restaurati sono sotto gli occhi di tutti». In qualche modo i Comitati privati sono la testimonianze della volontà di impiegare bene i soldi della gente. «Nella conservazione dei monumenti, lo Stato italiano ha fatto la sua parte; noi - credo abbiamo fatto un tantino di più. Il nostro lavoro è probabilmente la sintesi di un buon rapporto tra il Comitato nazionale di ogni singolo Paese disposto ad impegnarsi su Venezia e le Soprintendenze. Non parliamo poi della situazione attuale, dove questultime sono ridotte allosso nei finanziamenti, ma dove vi sono funzionari molto, ma molto capaci». Si annunciano tempi duri. «Durissimi. E anche la crisi economica internazionale non favorirà gli investimenti dei mecenati per Venezia. Ma ce la faremo lo stesso. Ogni giorno ricevo contributi, anche piccoli, per la salvaguardia di Venezia. Il "mito" internazionale di questa città è sempre molto forte». E anche qui si sente pesantemente la crisi. «Il problema di fondo sta nella monocultura turistica. Ci sono categorie come albergatori, esercenti e motoscafisti che, mi pare, diano ben poco alla città. La sfruttano, ma non credo che diano molto in cambio. Invece dobbiamo scoraggiare lesodo e come Comitati privati, soprattutto Venice in Peril, ci siamo impegnati nel restauro di un palazzo a Cannaregio per favorire la residenza in città. Insomma, oltre ai monumenti, teniamo conto anche del tessuto sociale».
VENEZIA - Mecenati in crisi ma i Comitati vvanno salvati
I Comitati privati, come quelli di Venezia, lavorano per la salvaguardia della città e la sua tutela. Sono organizzazioni internazionali che si occupano della tutela di Venezia e sono state molto attive nel restauro di monumenti e opere d'arte. Il presidente delle organizzazioni, Alvise Zorzi, ha detto che i Comitati privati hanno distribuito quasi 50 milioni di euro in 1500 interventi diversi per restaurare la città. Zorzi ha anche detto che il loro lavoro è la sintesi di un buon rapporto tra il Comitato nazionale e le Soprintendenze.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo