CAGLIARI. Nel testo definitivo del disegno di legge sull'urbanistica ci sarebbe un pericoloso punto di criticità per quanto riguarda la tutela delle coste. La denuncia arriva dall'associazione ecologista Gruppo di Intervento Giuridico che parla di «pesantissimo passo indietro negativo, assolutamente da evitare» con l'abrogazione dell'intera legge regionale 23 del sette maggio 1993. In buona sostanza, la paura degli ambientalisti è la scomparsa dell'articolo 2 della norma, dove viene fissato il divieto di edificabilità nei «terreni costieri compresi in una fascia della profondità di trecento metri dalla linea della battigia». Ma questo è solo l'elemento di maggiore impatto contenuto in una griglia di tutele che va dalla tutela delle zone umide, ai siti di interesse archeologico, alle isole minori fino ai compendi sabbiosi. Il Gruppo d'Intervento Giuridico infatti dice: «E' un folle passo indietro, in palese contrasto, a puro titolo di esempio, con la dichiarata e perseguita azione della Regione per la sacrosanta tutela dell'area archeologica di Tuvixeddu, a Cagliari, la cui salvaguardia verrebbe incredibilmente depotenziata». Dice ancora il portavoce dell'associazione, Stefano Deliperi: «L'abrogazione dell'intera norma del 1993 è prevista dall'articolo 49 del testo proposto della nuova legge urbanistica. Se passasse l'abrogazione della legge 23, la tutela per le coste e per alcune aree di grande valore e pregio ambientale e archeologico sarebbe demandata soltanto alla pianificazione paesaggistica. Obiettivamente troppo poco. Per questo motivo chiediamo che si intervenga subito sul testo del disegno di legge». La norma che verrebbe spazzata via dall'articolo 49 del testo in discussione in questi giorni è figlia della legge regionale 45 del 22 dicembre 1989, conosciuta ormai come "legge Cogodi". In quella norma, all'articolo 13, la fascia di rispetto era addirittura più ampia di quella che oggi si vorrebbe abrogare: addirittura cinquecento metri dalla linea della battigia. Gli ambientalisti, dopo aver denunciato un possibile indebolimento degli strumenti legislativi di tutela, rilanciano le loro proposte in materia di urbanistica. Sono soprattutto quattro i punti del testo della legge che chiedono vengano rivisti e modificati. Il primo è un contrasto con gli obblighi comunitari sulle finalità della Vas, cioé la valutazione ambientale strategica. Per gli ambientalisti, infatti, non «può essere accettata una contrazione delle finalità della Vas. C'è poi il problema del silenzio-assenso. Secondo Deliperi, nel campo urbanistico il silenzio-assenso «costituisce spesso l'anticamera dell'abusivismo edilizio a causa della cronica assenza o scarsa efficienza dei controlli». Terza osservazione: il documento di programmazione territoriale, introdotto agli articoli 26 e 27 del disegno di legge sull'urbanistica, potrebbero avere un effetto limitante, o addirittura di contrasto, con il piano regionale paesaggistico e potrebbero perciò nascere pericolosi conflitti quando si dovrà passare alla fase attuativa. E infine la quarta proposta: gli ambientalisti suggeriscono una linea più severa nei confronti dell'abusivismo edilizio. Per questo propongono l'inserimento di un nuovo articolo della proposta di legge urbanistica, articolato in quattro commi.