«Ora c'è solo da augurarsi che Berlusconi capisca che i Beni Culturali sono come le sue ville, cioè che hanno bisogno di soldi, e che quindi il catastrofismo di Settis risulti ingiustificato». Vittorio Sgarbi non si è certo sottratto al suo ruolo di fustigatore, intervenendo alla cerimonia di premiazione del Filmfestival BrixenArt, ma ancora una volta ha spiazzato tutti e invece di tuonare contro chi fa mancare il soldi alla Cultura è andato controcorrente denunciando che spesso le Sovrintendenze non sono neppure in grado di spendere i soldi che hanno. Il tutto condito da un velato ma inequivocabile apprezzamento per la «bontà» del ministro Bondi ed un, per niente velato, attacco frontale all'attuale presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, Salvatore Settis. Al Filmfestival di Bressanone Sgarbi era salito per ricevere il premio per la «Miglior mostra dell'anno» da lui allestita a Perugia («Da Corot a Picasso, da Fattori a De Pisis») e durante la consegna del riconoscimento il direttore artistico della manifestazione, Paolo Spirito, lo aveva stuzzicato ricordando che Settis ha recentemente previsto che, se saranno messi in atto i tagli di per 250 milioni di euro annunciati per i capitoli di spesa dei Beni Culturali, nel 2010 si sarà in grado a mala pena di pagare gli stipendi, ma non si potranno tenere aperti neppure i musei. Tutti a questo punto si aspettavano invettive ed improperi contro il governo da parte del Vittorio furioso che sino a quel momento, illustrando genesi e contenuti della mostra di Perugia, aveva tenuto una di quelle splendide lezioni di storia dell'arte per le quali è giustamente famoso. Invece i suoi strali sono andati in direzione diametralmente opposta. Definendosi «un pezzo di istituzione» Sgarbi di questa istituzione ha preso le difese dicendo che la funzione del presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali è al servizio del ministro, non della stampa. «Fare questa lagna - ha detto - non è molto sensato anche perché la sua fondatezza è tutta da stabilire. È vero che ci sono tagli annunciati, ma non è detto che poi ad ogni finanziaria si riducano i fondi alla Cultura: è solo una prospettiva. Si tratta quindi di porre al presidente del Consiglio, in questo caso Berlusconi, i Beni Culturali sotto l'ottica dell'investimento». Quindi l'affondo: «e a Settis direi di starsene zitto fino a quando non ha la certezza delle catastrofi che annuncia. Se vuole fare la Cassandra si dimetta da presidente del Consiglio dei Beni Culturali e faccia la polemica da giornalista. Non è poi assolutamente detto che abbia ragione, perché le statistiche parlano per la maggioranza delle Sovrintendenze di avanzi di bilancio sino al 50. Se non si riescono a spendere i soldi che si hanno è poi inutile lamentarsi di un governo che pensa a darne di meno». Per quanto ci riguarda più da vicino c'è solo da aggiungere che quella della nostra provincia non è certo tra le Sovrintendenze che avanzano soldi. Quelli di cui dispone li spende tutti e quasi sempre anche bene. Qualche finanziamento suppletivo sarebbe anzi ben gradito.
Anche i Beni Culturali hanno bisogno di fondi Come le ville del premier
Vittorio Sgarbi ha interagito con il presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, Salvatore Settis, durante la cerimonia di premiazione del Filmfestival BrixenArt. Sgarbi ha denunciato che spesso le Sovrintendenze non sono in grado di spendere i soldi che hanno, ma ha anche criticato il governo per i tagli annunciati di 250 milioni di euro per i Beni Culturali. Sgarbi ha definito Settis un pezzo di istituzione e ha preso le sue difese, affermando che la funzione del presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali è al servizio del ministro, non della stampa.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo