Si chiude il cerchio della Milano bohémienne. Lisola pedonale in Brera sconfina, sallarga e ingloba le vie Ciovasso e Ciovassino, via Fiori Oscuri e lultimo tratto di via Brera. Ieri, laccordo tra Comune, commercianti, Pinacoteca e Accademia. Obiettivo: «Un centro più attento ad ambiente, ciclisti, pedoni». E très chic. E venne la prima fumata bianca dopo la bufera, ché il progetto era già stato presentato e impallinato solo un mese fa: sospeso per dubbi. Si disse, allora, a Palazzo Marino: «Ne ridiscutereemo presto». Ieri, dunque: al vertice partecipano lassessore alla Mobilità, Edoardo Croci, Micaela Goren Monti (presidente del Cdz r), Giorgio Montingelli, delegato dellUnione del commercio, e i dirigenti di Accademia e Pinacoteca di Brera. Al termine, arriva lannuncio dei primo passo: lisola pedonale si allarga. Mentre si rimanda il dibattito sulla pista ciclabile: il percorso resta congelato. Dice Croci che «cè piena condivisione nel creare un sistema unico di Brera, che favorisca la vocazione del quartiere e la mobilità dolce». Lidea di base è questa: si rende omogeneo il blocco al traffico e si autorizza lingresso solo a pedoni, ciclisti e residenti con parcheggio per lauto nei cortili (oltre a prevedere pass speciali per laccesso in hotel, ateneo e museo). I 40 posti macchina che spariranno dalle nuove strade pedonali (strisce gialle) saranno recuperati in via dellOrso e in via Monte di Pietà, mentre nellisola saranno posizionaci nuovi stalli per le due ruote e una stazione del bike sharing di fronte allAccademia. Avverte però Montingelli: «Sia unisola pedonale vera, non un ibrido, unaltra via Sarpi». «Non vedo proprio la necessità di continuare ad avere le auto», sostiene la soprintendente di Brera, Sandrina Bandera. Ci sono i taxi, il metrò vicino. E un dato: nelle ore di punta il quartiere è attraversato da meno di 300 vetture. Incassata lintesa, in Comune parte la fase due: dettagli e progettazione dellarredo urbano.